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C’è chi capisce e apprezza, e chi fa di tutto per non capire e disprezzare. Ci sono le persone intelligenti, e gli idioti. I soliti, sempre gli stessi. Tutti ben identificabili. Quelli che ritengono di essere più furbi, più dotati, più informati, comunque “più” degli altri, e sono invece i peggiori. Quelli che puntualmente inquinano l’acqua del pozzo, soprattutto se a fare qualcosa di buono è un loro bersaglio da sempre, per motivi che sfuggono alla psiche umana.

In questi brutti tempi di crisi pure per il pallone, all’interno del sistema calcio si è aperto un dibattito su un argomento delicato: il taglio degli stipendi dei giocatori. Visto che non giocano e nemmeno si allenano, ci si chiede se sia giusto pagarli. Ovviamente la risposta prevalente è no, ma farlo non è semplice, per naturali resistenze. Soprattutto con un sindacato calciatori (AIC) che non aiuta.

Alla Juventus non hanno però perso tempo. La dirigenza ne ha parlato coi propri senatori, quest’ultimi a loro volta con l’intero spogliatoio ed hanno raggiunto, nel giro di poco, un accordo: sforbiciata del 30% sugli emolumenti dei mesi di marzo,aprile, maggio e giugno. Da rinegoziare solo nel caso in cui riprendesse la normale attività sportiva. Risultato, un risparmio complessivo di 90 milioni. Una boccata d’ossigeno per il bilancio societario, anche in vista delle inevitabili perdite dovute al Covid-19 e non ancora quantificabili, ma sicuramente pesanti.
Non c’è stata alcuna coercizione (come avvenuto, per esempio, al Barça) ma una breve e serena concertazione tra le parti, con un’intesa raggiunta facilmente grazie anche alla massima disponibilità da parte dei giocatori. Primi dell’intera categoria ad avere accettato la decurtazione, nella speranza lo facciano presto pure i colleghi negli altri club. Un bel esempio, di estrema professionalità, lodato da tanti. Quelli intelligenti. Poi sono arrivati gli altri, quelli “più intelligenti” degli altri, come i maiali di Orwell, e sono sgorgati fiumi di veleno

Adesso i 90 milioni se li tengono o li devolveranno per fronteggiare l’emergenza coronavirus? Oppure avranno il buon gusto di devolverli a favore dei club finanziariamente più in difficoltà? È tutta una farsa: ora i giocatori rinunciano ad una piccola parte di stipendio per vedersela restituire tra qualche mese. Agnelli è furbo, ha pensato solo a se stesso. Juve brava? Sta facendo dei danni (ps. a chi?). Hanno voluto solo salvare un’azienda in profondo rosso e con un bilancio impresentabile. Nessun insegnamento etico da parte loro, sono quelli che ostentano ancora 37 scudetti nel loro stadio. Ronaldo rinuncia a 10 milioni? Per favore, evitiamo di incensarlo troppo. 

Le opinioni  sono  opinioni, e vanno rispettate. Le scemate no. Soprattutto quelle dettate da un livore recondito. È squallore allo stato puro. Ancor più fuori luogo in giorni tristi e complicati come questi. Per la cronaca, i “più intelligenti” sappiano che – dopo i 10 milioni devoluti dalla famiglia Agnelli e la raccolta fondi indetta dalla Juve pro-emergenza Covid-19 – è di ieri la notizia che John Elkann e l’intero Cda FCA hanno rinunciato ai propri stipendi fino a fine 2020, in modo da evitare riduzioni del personale nel prossimo trimestre causa crisi economica. La macchina del letame entrerà in funzione pure stavolta?