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Napoli si ribella al coprifuoco imposto dal governatore De Luca. In tarda serata una folla di persone si è radunata tra le strade del centro storico, riversandosi poi davanti al palazzo della regione, a due passi da Piazza del Plebiscito. Una protesta inizialmente pacifica, sfociata poi in scontri e tensione con le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa. Fumogeni, petardi e bombe carta hanno fatto presto degenerare la manifestazione in una vera e propria guerriglia. Un cassonetto è stato dato alle fiamme, contro gli agenti sono state lanciate anche bottiglie di vetro. "Libertà", gridano in tanti, mentre il fumo avvolge tutto.


L'AGGRESSIONE - Fermata la circolazione in alcune strade, assalita anche un’auto dei vigili urbani. Un giornalista di Skytg24, presente a documentare la vicenda, è stato aggredito da un gruppo di persone, che hanno inseguito lui e il suo operatore per un tratto di strada. Il tutto trasmesso in diretta dal canale di informazione satellitare.


'TU CI CHIUDI, TU CI PAGHI' - La protesta è montata in giornata, partendo da un flash mob rilanciato sui social. I manifestanti sono scesi in piazza con il volto coperto dalle mascherine, muniti di petardi e fumogeni. Il corteo si è mosso inizialmente da largo San Giovanni Maggiore, davanti la sede dell'Università Orientale. Alcune persone hanno mostrato degli striscioni: "Tu ci chiudi, tu ci paghi", "A salute è a prima cosa ma senza soldi non si cantano messe". Messaggi diretti, come sottolineato, al governatore De Luca e alle misure anti-Covid deliberate per la Campania.