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Da ieri e per sette giorni il nostro pianeta sarà come un immenso stadio dove l’umanità intera giocherà la partita più importante mai disputata dall’origine dei tempi a oggi. La partita della vita. Il calcio di inizio è stato dato in Australia, a Sydney, dove centinaia di migliaia di giovani si sono raccolti nelle piazze e hanno fatto sfilare sulle loro teste un gigantesco pallone raffigurante la Terra. Poi, seguendo la successione dettata dal fuso orario, scene simili si sono ripetute nelle strade di ciascun paese asiatico. Nessuno escluso, neppure quelle piccolissime isole che sembrano capocchie di spillo nel blu dell’Oceano. 

L’onda umana più possente che si sia mai vista procederà il suo cammino organizzato coinvolgendo le popolazioni di tutto il mondo. Il giorno 27 sarà l’Italia a scendere in campo. Bambini, ragazzi, uomini e donne, anziani. Usciranno dalle scuole, dalle Università, dai posti di lavoro, dalle loro abitazioni e in maniera “pacificamente violenta” urleranno con tutto il fiato che hanno nei polmoni un’unica parola d’ordine: salviamo la Terra e consentiamo alle future generazioni di poter assistere a nuove albe con il sorgere del Sole.

Il punto di riferimento di questo kolossal senza precedenti è Greta Thunberg la giovanissima attivista, arrivata qualche giorno fa a New York a bordo della barca “Malizia”, la quale oggi verrà affiancata davanti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite da cinquecento coetanei, ciascuno di essi portavoce di una nazione. L’Italia sarà rappresentata da Federica Gasbarro, ventiquatrenne studentessa in biologia, e leader del movimenti “Fridays For Future”. 

Il vertice, battezzato “Youth Climate Summit”, precederà di ventiquattro ore la conferenza plenaria prevista all’Onu alla quale saranno presenti tutti i capi di Stato e di Governo, imprenditori, Ong, amministratori locali e attivisti chiamati a raccolta dal segretario generale Antonio Guterres. Lo scopo dell’incontro planetario sarà non solo quello di fare il punto sulla situazione climatica della Terra ma soprattutto quelle ai relativi interventi di ciascun Stato per combattere una crisi che se non verrà risolta entro il 2050 comprometterebbe la continuazione della vita umana, animale e vegetale sul nostro pianeta.

Occorre fare in fretta, anticipando di molto quella data fatale. Entro il 2021 tutti i Paese membri dovranno abbandonare la plastica monouso e azzerare la quantità di rifiuti non bio degradabili che impestano i mari. Indispensabile la riduzione delle emissioni di tutti i gas serra che producono il surriscaldamenti del globo. Questi i primi due punti irrinunciabili per l’operazione salvataggio ai quali ne dovranno seguire molti altri, come finalmente si sono decisi di ammettere tutti i responsabili di questa tragedia annunciate e fino a poco tempo fa ignorata. 

E’ il primo successo della ragazzina svedese che qualche sconsiderato ebbe a definire “gretina” giocando scioccamente sul suo nome di battesimo. Greta Thunberg che, nel giro di pochi mesi, è passata dal ruolo di studentessa scomoda per le coscienze sporche a ospite d’onore delle istituzioni internazionali. La capitana di una squadra mondiale che sta scendendo in campo perché sia l’umanità a vincere la partita più importante. Senza dover aspettare l’arrivo degli alieni a darci una mano per non scomparire.