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In silenzio, fra un po' di scetticismo e un po' di sorpresa, la Fiorentina si piazza sul podio della serie A, alle spalle delle big Juve e Inter, agganciando il Napoli e andando a letto con sogni che sanno di tricolore. I gigliati di Montella affondano un'Atalanta viva solo per venti minuti, che paga errori soprattutto su palle inattive. Fiorentina in vantaggio già al 5', con uno schema su palla inattiva che si ripete per la terza volta consecutiva: angolo o punizione nel mezzo e Gonzalo Rodriguez anticipa il marcatore diretto, questa volta Thomas Manfredini, e di destro in corsa centra la traversa ma la palla si deposita in fondo alla rete, alle spalle di Consigli. Senza Jovetic è Luca Toni il perno del gioco viola. L'ex bomber di Palermo, Roma e Genoa fa sponda per Pasqual che colpisce malissimo in area all'altezza del dischetto: un colpo che sarebbe valso il colpo del k.o. all'Atalanta già al 12'. La risposta dell'Atalanta, che si sveglia dal torpore alla metà della prima frazione, arriva al 23', quando Denis, che fallirà in contropiede un'ottima chance anche al 28', spaventa di sinistro la porta viola. Poco dopo Pizarro viene ammonito, ed essendo sotto diffida salterà domenica prossima la gara contro il Torino. Un disimpegno difettoso di Viviano, evidentemente distratto dall'uomo che poi colpirà il pallone in rete, che si trova in fuorigioco, al 33' porta al pareggio dell’Atalanta, firmato da Bonaventura, che nell'occasione anticipa Cuadrado. Al 43' su punizione Aquilani trafigge Consigli per il 2-1 che anticipa di due giri di lancette la seconda rete personale del centrocampista romano, il quale sbuca alle spalle di Raimondi poco prima del fischio finale della prima frazione, per il tre a uno che orienta definitivamente la gara. Fra il secondo e il terzo gol dei gigliati l'espulsione di Cigarini per fallo da ultimo uomo su Cuadrado. Il 4-1 vede ancora protagonista Aquilani, assist man per Luca Toni, che firma la sua quarta rete dal suo ritorno all'ombra del Duomo del Brunneleschi. Poco più che un allenamento i restanti 40 minuti di gioco per la Fiorentina, con tentativi falliti per la 'manita' da parte di El Hamdaoui, Ljajic e dell'altro neo entrato Mati Fernandez. Per l'Atalanta brutta battuta d'arresto in chiave Europa.

FIORENTINA
 
Il direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè: 'Aquilani? Lo sapevamo che era così. Necessita solo di continuità, lo conosco da quando aveva sedici anni. E' completo, ha struttura, tecnicamente è un'eccellenza, fisicamente è incredibile, ha calcio, colpo di testa, e altri numeri nel suo carniere. Speriamo solo di fargli trovare la continuità. E' lecito sognare, a chi non piace? Poi però bisogna pensare ai possibili momenti difficili, e quindi andranno gestiti prima certi momenti. Andrea Della Valle l'ho visto gioioso, mi sembra anche un po' timido, come un po' restio a lasciarsi andare. E' scatenato durante la partita, un po' chiuso davanti a certe manifestazioni d'affetto. Questa squadra ha ampi margini di miglioramento perché è da poco che sta insieme, non sono neanche quattro mesi'.
 
L'attaccante della Fiorentina. Luca Toni: 'Segnare e veder giocare bene la squadra così mi rende felice. Oggi era una gara molto difficile perché giocavamo contro una squadra in forma, sia di testa che di gamba. Bravi dopo il pareggio a fare due gol che hanno chiuso la gara già a fine primo tempo. Quando ho fatto la scelta di tornare qui avevo tutto da perdere, però nella mia vita ho fatto sempre scelte strane. Se sto bene di testa e fisicamente so che però mi posso ancora divertire. E' giusto sognare, quando la squadra gioca così e c'è una classifica del genere. Verranno però anche momenti difficili, e andranno affrontati nella giusta maniera. Ci godiamo il momento, altrimenti non ce la godiamo mai. Aquilani? Non riesco a parlare troppo bene di lui perché lo conosco troppo bene. Siamo stati compagni di Nazionale, la Fiorentina con il suo acquisto ha fatto un grande colpo. Non scopro con lui niente di nuovo. Penso che il presidente si meriti i riconoscimenti ricevuti oggi dai tifosi. Partendo dalla C2 fino ad oggi ha dimostrato quanto ci tiene: ha speso tanti soldi, c'è stato qualche anno brutto, ma sono state più le gioie. E' uno degli artefici di questa rinascita'.
 
ATALANTA
 
Il difensore dell'Atalanta, Christian Raimondi: 'L'episodio dell'espulsione c’ha capovolto la partita. Dopo non c'è stata più gara. Fino a quell'episodio non è stata una brutta Atalanta, avendo ripreso una gara messasi sotto dopo cinque minuti. Poi la qualità della Fiorentina è venuta fuori. Può capitare di approcciare male la gara, come è successo oggi. L'anomalia, anche se ci era già capitato, è aver preso le reti su palla inattiva. Sulla prima eravamo in parità numerica, la seconda è una punizione all'incrocio, mentre la terza è la conseguenza dell'espulsione di Cigarini, visto che non avevamo ancora registrato le marcature. La Fiorentina mi ha fatto un'ottima impressione, i punti parlano chiaro, non sono stupito da una squadra preparata: complimenti a loro. Può ambire ad un'alta classifica ma il campionato è molto lungo. Cigarini? Non gli si possono imputare troppe colpe, ha prevalso l'istinto: non pensava nemmeno di essere espulso e poi subito dopo neanche a farlo apposta abbiamo preso gol. Sconfitta salutare? No, non esiste una definizione del genere, dispiace sempre. Oggi ho fatto il centrale di destro ma solo per necessità'.