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13 febbraio 1960: nasce Pierluigi Collina, ex arbitro che oggi compie 60 anni.



Ecco le sue parole in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Il Var aiuta a decidere più in fretta? L'arbitro deve decidere come se la tecnologia non esistesse. L'obiettivo è non averne bisogno perché le decisioni sono corrette ed è per questo che lavoriamo attraverso la preparazione. Poi lui sa che esiste un paracadute che può correggere un errore, anche se l'errore resta e chi giudica l'arbitro non lo dimentica. L'arbitro deve sapere tutto della partita, analizzando i video per conoscere tattiche e caratteristiche dei giocatori. Ai miei tempi veniva fatto in modo estemporaneo, oggi è parte integrante della preparazione". 

"Tifo Lazio? Sono cresciuto a Bologna, da bambino era normale tifare rossoblù. A 14 anni, giocando da libero, mi piaceva Pino Wilson e simpatizzai per la Lazio campione d'Italia, ma non avevo la minima idea che avrei fatto l'arbitro. Come si può pensare che un arbitro, un giocatore, un giornalista non sia anche stato tifoso? Ma poi subentra la professionalità. Tifi solo per te stesso. Per la cronaca: ho arbitrato il ritorno di Bologna-Parma, spareggio per non retrocedere, nella mia città, dove ho tanti amici. Il Bologna ha perso ed è retrocesso. E la Lazio non ha mai vinto nelle prime nove partite arbitrate da me". 

"Le critiche mi davano molto fastidio, anche quelle giuste. Ma almeno erano uno stimolo a migliorarmi. Rifarei tutto. Ho sbagliato, e ci mancherebbe, ma nessun errore perché non ho dato il massimo. Allora sì avrei rimpianti". 
"Le minacce? A chi pensa che vivere sotto scorta sia uno status-symbol dico che i sette mesi vissuti così sono stati i peggiori della vita della mia famiglia". 
"Destra o sinistra? Destra, da sempre. Giorgia Meloni sarebbe un buon leader"