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Il mercato ha due regole non scritte: 1) Mai dire mai; 2) Nulla è impossibile. Così, nelle ore che precedono Milan-Roma, cioè la gara che potrebbe essere l'ultima partita interna di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera, prende corpo un'indiscrezione che, qualora venisse confermata, sarebbe davvero clamorosa.

Se Mazzarri molla il Napoli e va alla Roma, a Napoli può andare proprio Allegri. Talmente imbufalito con Berlusconi per il trattamento a lui riservato da meditare un gesto spettacolare: non appena il Milan sarà aritmeticamente in Champions League, sia pure passando sotto le forche caudine del turno preliminare, il tecnico livornese si presenta in Via Turati, ma non per discutere del prolungamento del contratto dal 2014 a 2016.

Piuttosto, per comunicare a Galliani, lo Scudo Umano di Allegri, che il Cavaliere può fare e dire ciò che vuole, ma ad andarsene è l'allenatore che ne ha comprensibilmente le tasche piene della sfiducia del presidente. Questi gli telefona per dirgli che va tutto bene, ma, quando chiama il presidente di Confindustria (Squinzi dixit), afferma che il medesimo Allegri non capisca nulla di calcio. Non va bene. Non va per niente bene e non bastano nemmeno le prese di posizione dei rososneri che, da Balotelli ad Abate, Ambrosini, El Shaarawy, in questi giorni si sono pubblicamente schierati al fianco di Massimiliano.

Ed  è qui che entra in campo De Laurentiis. Dire che il presidente sia spazientito per la melina di Mazzarri è dire poco. Aggiungere che lo stesso De Laurentiis abbia già pronte le contromosse è pleonastico. E dopo avere bloccato Pellegrini, il bravissimo tecnico cileno del Malaga, nelle ultime ore è maturata la svolta che porta ad Allegri. Il bello, in questa storia, deve ancora venire.

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com