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Niente gol, ma c’è stato tutto resto. Intanto due squadre vere - una rivitalizzata da Claudio Ranieri, l’altra falcidiata dagli infortuni ma fiera e combattiva - una partita aspra e sanguigna, un equilibrio emblematico. Pochissimi i tiri in porta, ma due giocatori subentrati hanno provato a vincerla nell'ultimo quarto d’ora: il tiro di Pastore è sfilato alla destra di Audero, quello di Bonazzoli è stato provvidenzialmente respinto da Lopez.

Nessuno ha avuto paura di giocare, ma le difese hanno fatto benissimo. Sorprende che quella della Samp, la più battuta del campionato, questa volta non abbia né subito, né patito.

Lo 0-0 tra Sampdoria e Roma non passerà alla storia per la qualità dello spettacolo, ma gioco ce n’è stato molto e spunti per argomentare un commento altrettanti.

La Roma ha fatto quello che oggi realisticamente può. Sarà anche vero che la sfortuna non esiste - uno slogan che mi è molto caro - tuttavia perdere dopo sette minuti Cristante, quando già devi rinunciare a Pellegrini, Diawara, Under, Mkhitaryan e Zappacosta non è esattamente incoraggiante. A maggior ragione se il tuo miglior attaccante (Dzeko) è in panchina con lo zigomo rotto e per giocare ha bisogno di una fastidiosissima maschera protettiva e l’unico che possa vagamente interpretare il ruolo di centrocampista è Pastore. Nuno Campos, sostituto dello squalificato Fonseca, si è trovato al posto giusto (la panchina della Roma è sempre prestigiosa) nel momento sbagliato. Alla fine del primo tempo, infatti, si è fatto male anche Kalinic e Dzeko è dovuto entrare per forza.

Ai romanisti che arricciano il naso o storcono la bocca di fronte al pareggio di Genova (l’occasione sembrava assai propizia per restare attaccati al Napoli, accorciare sull'Atalanta, respingere il Cagliari), ribadisco che una partita del genere, date le condizioni generali e i pochissimi arruolabili, la si poteva solo perdere.

Ci sono fasi del campionato in cui bisogna sapere contenere i danni in attesa di recuperare elementi preziosi. Di certo non si può dire che manchi la condizione generale o che l’impegno sia intermittente. La squadra lotta e ha una mentalità orientata al successo, ma per segnare servono anche (seppur non solo) gli attaccanti.

La Sampdoria con Ranieri sulla plancia di comando da appena una settimana era un avversario temibilissimo. Primo, perché non è realistico né l’ultimo posto, né la smobilitazione tecnico-tattica. Secondo, perché un nuovo allenatore, soprattutto se navigato, è in grado di dare sia nuovi stimoli, sia tranquillità.

Ero quasi pronto a scommettere che Ranieri avrebbe giocato con una difesa a tre e, dunque, da copertura a cinque. Invece mi sbagliavo, forse anche perché per il 3-5-2 non ha gli uomini adatti.

Così difesa a quattro (Bereszynski, Murillo, Colley e Murru), altrettanti centrocampisti (Viera e Bertolacci centrali, Rigoni e Jankto esterni di destra e di sinistra), Quagliarella e Gabbiadini di punta.

La Sampdoria, almeno per un tempo, ha alzato molto gli esterni e cercato di verticalizzare, poi le ammonizioni di Bertolacci e Vieira hanno inibito alcune operazioni. La squadra comunque ha giocato corta e attenta, ha accettato il confronto con la Roma cercando di esserne all'altezza, mai si è chiusa per conservare il risultato.

Se nei finali di partita la Sampdoria dava il peggio di sé, questa volta - e non credo solo per merito di Ranieri, ma perché i giocatori hanno percepito che, con l’allontanamento di Di Francesco, gli alibi sono finiti - dal 70’ in avanti ha ripreso l’iniziativa, alzato il ritmo, messo la Roma in gravi preoccupazioni.

Poi il gol non è venuto e, forse, il pareggio, in sé, scontenta tutti. Tuttavia da qualcosa bisognava pur ripartire. E la Samp, non certo nel poco, l’ha fatto. Penso che si salverà e Ranieri, alla fine, avrà aggiunto Genova alla sua collezione di buone esperienze.






IL TABELLINO


Sampdoria-Roma 0-0 

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley, Murru; Rigoni (14’ s.t. Depaoli), Vieira, Bertolacci (27’ s.t. Ekdal), Jankto; Gabbiadini (19’ s.t. Bonazzoli), Quagliarella. All. Ranieri.

Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Cristante (7’ p.t. Pastore), Veretout; Florenzi (29’ s.t. Perotti), Zaniolo, Kluivert; Kalinic (45’ p.t. Dzeko). All. Fonseca.

Arbitro: Fabio Maresca della sezione di Napoli.

Ammoniti: 5’ p.t. Vieira (S), 30’ p.t., 41’ s.t.  Kluivert (R), 32’ p.t. Bertolacci (S), 43’ p.t. Mancini (R), 20’ s.t. Bereszynski (S), 46’ s.t. Perotti (R), 

Espulsi: 41’ s.t. Kluivert (R)