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E' il giorno del secondo addio di Francesco Totti alla Roma. Quello da dirigente a due anni da quello da calciatore. In una sala gremita tra giornalisti e ospiti Vip l'ex capitano spiegherà la sua decisione in aperta rottura con il resto della dirigenza tra cui il consulente Franco Baldini. Tutti gli aggiornamenti dall'inviato di Calciomercato.com Francesco Balzani.

ORE 13,30 - La sala è piena di giornalisti nazionali ed internazionali. Circa duecento gli accreditati. Si attende l'arrivo di Totti che sarà "moderato" da Paolo Condò. 

ore 14 - Totti entra tra gli applausi al fianco del giornalista Paolo Condò. Ecco le sue prime parole: "Ringrazio Malagò per l'ospitalità e per avermi dato questa possibilità in questo posto bellissimo. Alle 12,41 del 17 giugno 2019 ho mandato un email al Ceo della Roma dove ho scritto un po' di parole e frasi per me impensabili. Ho scritto che ho datto le mie dimissioni. Speravo che questo giorno non fosse mai arrivato, invece è arrivato. E' un giorno molto pesante ma viste le condizioni ho dovuto. Non sono mai stato operativo nell'area tecnica.  Oggi non ci devono essere fazioni pro Pallotta, pro Baldini o pro Totti. I presidente passano gli allenatori passano e pure i giocatori. Ma le bandiere no, quelle non passano. Questo mi ha   . Non so più che dirvi".  

Interviene Lucci de Le Iene: "Sei nella storia del mondo del calcio. Ho sempre pensato: ma chi te l'ha fatto fare. Tu sei sopra a tutti, stai su Marte mentre Pallotta sta a Pomezia. Hai mai pensato: chi me l'ha fatto fa?

"No, mai. Roma è la mia seconda casa, se non la prima. Prendere questa scelta è stato naturale. Ho sempre voluto portare i colori di questa città in giro per il mondo"

Di chi è stata la colpa? 
Non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico, non mi hanno mai chiesto di esprimermi. Il primo anno ci sta, ma al secondo sapevo cosa volevo fare e non ci siamo mai aiutati l'uno con l'altro. Loro conosecevano le mie intenzioni, ma non hanno mai voluto. Mi hanno tenuto fuori da tutto

Cosa ti senti di dire alla gente che è rimasta sotto choc dal tuo addio dalla Roma, che messaggio vuoi mandare? 

Alla gente di Roma devo solo dire grazie, per come mi hanno trattato. C'è stato un reciproco rispetto in campo e fuori perciò posso solo dirgli di continuare a tifare la Roma. Vederli così delusi mi rattrista. Il loro amore non potrà mai finire. Da fuori posso dire che mi sembra impossibile vedere Totti via dalla Roma. Prenderò altre strade, e se poi dovesso incorciarsi di nuovo le strade io sarò sempre pronto. 

Che farai. Ci sono colpevoli più di altri?

Sto valutando tranquillamente. Ho tante offerte e prenderò quella che mi fa stare meglio. Non dirò chi è colpevole. C'era un percorso non rispettato e ho preso questa scelta

Oggi ci dici: mi fanno lasciare la Roma. Tu ti sentivi pronto a fare il dirigente. E cosa ti hanno promesso qualcosa? 

Tutti sappiamo che mi hanno fatto smettere da calciatore nella Roma. Come dirigente avevo un contratto di 6 anni e sono entrato in punta di piedi in un altro ruolo. Promesse tante, ma non sono mai state mantenute. Passa il tempo, valuti e prendi una decisione. Anche io ho un carattere e una personalità, e non sto li solo a fare quello che mi chiedevano di fare in alcuni momenti. Non me la sentivo di mettermi a disposizione di persone che non volevano facessi questa cosa

C'è una deromanizzazione visto pure l'addio di De Rossi?

E' stato un pensiero fisso di alcune persone di togliere i romani dalla Roma. Un pensiero che alla fine è stato ottenuto. Da 8 anni ci provano da quando sono entrati gli americani. Ci hanno messo da parte e man mano che passavano gli anni hanno provato in ogni modo di farlo. 

Parliamo di Baldini, quale è il tuo rapporto con lui?
Il rapporto con lui non esiste, e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è normale che ci siano degli equivoci. Uno dei due doveva andare via, mi sono fatto da parte io. Troppe persone in una società non servono. Alcune fanno solo casini, solo danni. Ognuno dovrebbe fare solo il suo. E' un gallo che canta da lontano, ma l'ultima parola spettava sempre a Londra. Chi cantava da Trigoria aveva poco potere. Era tempo perso. 


Che futuro vedi per la Roma squadra?
Hanno fatto scelte di vendere giocatori più forti per incassare soldi al 30 giugno. Facile così tamponare i problemi che ci sono sul Fair Play. Bisogna essere trasparenti però coi tifosi. Io gli ho sempre detto ai dirigenti: alla gente dite la verità. Un anno fa dissi che la Roma poteva al massimo arrivare quarta, e loro mi hanno detto che ero un incompetente e che levo sogni ai giocatori e i tifosi. Se la gente vuole essere presa in giro è facile. La verità però è sempre inattacabbile. Io sono abituato a dire la verità, quindi non posso stare qua dentro. 


Che danno si fa a Roma con la perdita di un personaggio come te? E la lontanaza quanto incide di Pallotta?
Pesa tantissimo perché il giocatore così trova sempre un alibi. Quando le cose vanno male i giocatori si chiedono perché manca il presidente o il direttore sportivo. Questo dà problemi alla squadra in partita. Crea un danno. Il presidente deve essere sul posto, quando loro vedono il capo si sta sull'attenti. Altrimenti fanno tutti come gli pare, fanno gli stupidini. 

Ti senti di aver fatto tutto per la Roma?
Se ho preso questa decisione è perché non ho potuto fare nulla soprattutto sull'area tecnica. 

Quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? E ci sono speranze dal Qatar.
Ho girato spesso da quelle parti. E so che molti vorrebbero investire. La Roma è amata e stimata in altre parti del mondo, in molto la vorrebbero prendere ma finchè non vedo nero su bianco... Un'ultima goccia non c'è stata, molte cose mi hanno riflettere e pensare. In due anni sarò stato a 10 riunioni, mi chiamano sempre all'ultimo. Perciò dopo un po'...

Cosa serve per rivederti alla Roma?
Un'altra proprietà in primis. Poi bisogna vedere se mi chiamano e se credono nelle mie potenzialità. Non farò mai del male alla Roma. Staccarmi dalla Roma per me è peggio che morire. Però è meglio che mi stacco io. Tanti personaggi hanno detto che ero ingombrante... Non ho mai chiesto soldi, ho solo chiesto di poterci mettere la faccia e di decidere come decidono gli altri. Ma se poi fanno l'allenatore, il ds e altre cose senza chiamarti che direttore tecnico è? Non sono andato a Londra perché mi hanno chiamato due giorni prima e già era tutto deciso. Che andavo a fare? L'unico allenatore che ho chiamato è Antonio Conte. Non ho sentito gli altri, mai mandato un messaggio a Mihajlovic, De Zerbi, Gattuso o Gasperini. Nessuno mi ha detto no, per scemo non ci passo. 

Basterebbe l'addio di Baldini? 
No ormai il vaso è rotto. Se volevano fare questa scelta la potevano fare prima. 

Non c’era l’occasione di mettersi a lavorare con pieni poteri da oggi?
Sì, però diciamo che Fienga me l’ha detto 3 mesi fa, che mi avrebbe fatto fare questo benedetto dt. Tutti sanno che io avrei voluto fare il dt. Ma quando dall’altra parte hai una persona che ti vuole mettere il bastone tra le ruote sempre, io non sono stupido. Se io adesso non avessi voluto Fonseca, visto che il dt è quello che decide e dà l’ultimo parere… hanno scelto tutto loro, e se ora le cose vanno male che faccio? Dico che non li ho scelti io? Se fosse venuto Conte sarei rimasto. Ma sarei rimasto anche se mi avessero chiamato prima di scegliere l’allenatore per interpellarmi e darmi fiducia. Con Conte era successo perché io e Fienga abbiamo alzato il telefono e lo abbiamo chiamato, prima che lo sapesse Pallotta. Antonio ci aveva dato l’ok, lo abbiamo visto parecchie volte. Poi ci sono stati problemi e ha cambiato idea. È stata una decisione mia e di Guido, quando Pallotta l’ha saputo era contento.​

Pallotta ha detto che hai avuto un peso importante. Dice bugie?
Ripeto, l'unico allenatore che ho fatto è Ranieri insieme a Fienga e che ringrazio perché è l'unico che mi ha offerto il ruolo di direttore tecnico. Solo lui mi ha fatto questa richiesta.  E ringrazio Claudio, un uomo vero. Sarebbe venuto gratis per la Roma. Mi ha detto subito: domani sono a Trigoria. I romanisti devono essere fieri di Ranieri. 

Ti hanno chiesto un parere su De Rossi?
Io non c'ho messo mai bocca. Io già da settembre però dissi ai dirigenti: se pensate che questo è l'ultimo anno di Daniele diteglielo ora. Non portatela alla fine, perché va rispettato. Tutti ritardavano, poi è andata come con me. Io con Daniele ho sempre parlato da amico. Non capisco se è voluta come cosa o perché non ci pensano. Da quello che ho capito è quello che volevano: toglier ei romani dalla Roma. 

Hai nominato tanti allenatori, ma hai dimenticato Sarri... E perché Conte ha detto no?
No, non l'ho mai contattato. Qualcuno lo ha contattato, era sun suo pallino. Perché non è venuto a Roma? Chiedetelo a quella persona. Avrebbe fatto comodo ovviamente. Fonseca ora deve trovare un amniente sereno e tranquillo. Senza intoppi. La gente lo stima per come si è messo a disposizione. Mi sembra un grande allenatore che ha studiato. Conte ha detto no perché doveva venire qui e fare una rivoluzione. Lui invece voleva dare continuità al progetto. Tornerò allo stadio, magari pure in curva Sud con De Rossi. 

Chi ti ha pugnalato dentro Trigoria?
Lo hanno fatto, ma non dirò mai i nomi. C'è chi non mi vuole dentro Trigoria. Purtroppo ci sono delle persone a Trigoria che fanno il male della Roma ma Pallotta si fida solo di queste. Io conosco Trigoria come le mie tasche, conosco gli spostamenti di tutti. So per filo e per segno come va gestita, solamente perché ci sono cresciuto. 

Baldissoni?
E' stato un dirigente della Roma. Ha cercato di direzionarmi ma non dove. Non ce l'ho con lui. 

Ti sei applicato poco? Troppe vacanze come dice qualcuno? 
Paddle, calcetto, vacanze? (ride, ndr). Ma devo rispondere? Quando io faccio partite nel mondo loro sono al corrente e mi danno disponibilità. Anzi mi dicono che porto la Roma nel mondo. Tutti sanno quello che faccio, mica so'matto. Anche altri dirigenti viaggiono, il problema è che non li riconosce nessuno. 

E sulle mail?
La mail ci sta, ma io fido al 100% di Daniele De Rossi. Ci metto la mano sul fuoco, non è stato lui a pensare quelle cose. 

Come fa Pallotta a lasciarti andare?
Ha cercato in tutti i modi di trattenermi sempre però per via traverse. In 2 anni non l'ho mai sentito. Né a lui né a Baldini. Mai un messaggio, mai una telefonata. Vuol dire che non ero ben voluto. Poteva anche dirmi quando avevo sbagliato, ma non è mai successo. 

Se Malagò dovesse divnetare presidente?
Beh visto che dicono tutti che è mio amico probabilmente mi chiamerò. A me serve poco potere, mica tanto. A me non serve stare davanti a tutto. Mi sono sentito un peso per questa società.

Le tue dimissioni sono state un ulteriore atto da Roma nei confronti della Roma. In questa opera di detottizzazione prima e di deromanizzazione poi, ti fa più male essere stato considerato un peso e una zavorra da giocatore o il fatto che loro non hanno creduto nelle tue potenzialità da dirigente?
Sono stato un peso per questa società. Mi hanno detto che sono un personaggio troppo ingombrante, sia da calciatore che da dirigente. Mi hanno fatto male entrambe le cose, ma questa è quella più significativa perché quando ti stacchi dalla mamma è dura.

Pensi che Pallotta sia qui per lo stadio o per la Roma?
Questa è una domanda che dovreste fare a lui. Non posso risponderti. La risposta è sua, personale, non posso entrare nel suo pensiero. Per correttezza non rispondo.

Le altre offerte.
Valuterò, ci sono state alcune offerte da altre squadre italiane, una stamattina. Ora prendo tutto in considerazione perché adesso sono libero. Juve o Napoli? Ora non esageriamo. Tante cose le ho sapute leggendo i giornali. Succede un po’ in tutte le squadre? Mica tanti. C’è una cosa per cui si sente di dire grazie a Pallotta? Grazie perché alla fine mi ha fatto rimanere a Roma, mi ha dato la possibilità di conoscere un’altra realtà che io già conoscevo sotto un altro punto di vista. Per questo lo ringrazio tantissimo. Io non sputo sul piatto dove ho mangiato. Lui è il presidente della Roma e spero che possa portarla più in alto possibile. Adesso deve essere bravo a riconquistare la fiducia della gente.

Perché Pallotta non viene a Roma?
Non lo so perché non ci ho mai parlato, se non quella volta a Londra dopo che ho smesso.

Ti stai immaginando che tipo di effetto avranno queste parole nella testa dei dirigenti di Pallotta? Faranno autocritica o saranno solo accettate come tua verità? La data è casuale?
Sì, è casuale, non è stato voluta. Non pensavo che avrei detto ‘Ciao Roma’. L’effetto deve esser positivo, da qui deve ripartire il progetto Roma. Lui deve capire i problemi dentro Trigoria quali sono. Non sto qui per andare contro Pallotta. La Roma è la Roma, il resto non conta niente. Lui deve essere bravo da oggi in poi a cambiare registro.

Hai sentito Alessandro Florenzi e Lorenzo Pellegrini in questi giorni? Ti piacerebbe continuare con Mancini in maglia azzurra?
Non ho sentito Florenzi, ho sentito Pellegrini. Non ci credeva, ma ci crederà. A lui ho promesso tante cose, e spero che queste cose possano avverarsi. È un ragazzo speciale, forte, sia in campo che fuori. È un ragazzo speciale, può dare tanto a questa società e a questa maglia. È un tifoso della Roma, e qualche romano dentro la Roma serve sempre. La Roma deve essere al primo posto, davanti a tutto. I tifosi non sanno che ci sono dirigenti felici di una sconfitta. Se hai queste persone dentro Trigoria, non vai da nessuna parte. Tutti uniti si può fare qualcosa, se qualcuno esce dal binario. Mancini? Saluta e ringrazia. È l’allenatore della nazionale.

Si sono resi conto di quello che stanno levando alla città di Roma? Perché vogliono levare il cuore a una squadra e a una città?
Per me non si rendono conto perché non vivono la quotidianità. Non sanno niente di Roma. Stando qui sul posto è totalmente diverso. A loro che stanno dall’altra parte del mondo arriva l’1% di quello che succede qui. Sicuramente sarà una cosa diversa, ma per loro non cambia niente, è quello che volevano. Spero che si possano accorgere, ma ormai il tempo è passato.

La sensazione che ho io è che tu stia parlando da futuro dirigente della Roma.
Non c’è rabbia. Faccio questa conferenza perché in questi due anni ci sono stati dei problemi e ho preso questa decisione brusca. Se dovessi avere la possibilità di poter entrare non adesso ma con un’altra proprietà, io sarò dirigente a 360°. Non c’era bisogno di dirlo qua. Se loro avessero fatto quello che ho chiesto, io non mi sarei mai dimesso.

Tu sei libero da un contratto, non da una fede.
La fede è quella, non si cambia. La fede viene prima di tutto, io non mi espongo più di tanto. Rispetto 100% verso la tifoseria perché rimarrà sempre il mio popolo, nessuno me lo toglierà e nessuno me l’ha tolto. Una cordata? Non so niente.


C'è una scelta tecnica che avrebbe scongliato? Che rapporto ha avuto con Monchi?
"Non farò nomi contro i giocatori, per rispetto. Tornavo dalle vacanze, il primo anno che ho smesso. Mi hanno chiesto un parere su un giocatore, avevo detto che non sarebbe stato un bene per la Roma. Non era adatto a Di Francesco e veniva da tremila infortunio. certi dirigenti mi dicevano "ti pare, devi sempre andare contro..." Ma non chiedetemi il nome del giocatore, avrei fatto un'altra scelta e ci avrei azzeccato sotto un certo punto di vista. Avrei preso uno dell'Ajax. Già sapete di chi parlo, vero... Monchi? Non l'ho più sentito"

Nainggolan, ha preso posizione per farlo restare?
"Presi una posizione forte per lui, altri non volevano dargli delle punizioni. Ma nelle società forti chi sbaglia paga, anche Ronaldo e Messi. Nello spogliatoio deve esserci rispetto reciproco"

Dopo Roma-Barcellona si aveva la sensazione di qualcosa di diverso o già si sapeva dei sacrifici?
"Vendendo giocatori e adesso spezzo una lancia nei confronti di Di Francesco. Non l'ho portato qui io, l'ha portato Monchi. Ha chiesto 4-5 giocatori e non gliel'hanno mai presi. Inutile nascondersi, perché poi dopo la verità fa male... Non difendo il mister, ha sbagliato, ma ha chiesto 4-5 giocatori. Ne hanno presi zero? Lei lo sapeva? Io si... Dalla vostra parte tutto è più semplice"

Per 30 anni si è sempre detto che chiamava dei giocatori per farli venire alla Roma. Se domani uno ti chiamasse, lei cosa direbbe?
"La verità. Quello che c'è ora in questo momento. Venire qui è una scelta, io posso spiegare la situazione, non obbligare una scelta. La decisione spetta a lui. Cose belle? La città, il mare, la montagna, il sole. E i tifosi della Roma, che sono i più belli di tutti"