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"Una dieta corretta puo' fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta". Tom Collomosse firma dell'Evening Standard ha colto nel segno. E' suo infatti uno degli articoli piu' interessanti dopo l'annuncio di Antonio Conte al Chelsea. La citazione, voluta, di quello che rappresenta un punto fondamentale della metodologia del ct della nazionale svela però un'altra insidia. Oltre all'inglese, decisivo e scontato per chi vuole fare il manager da queste parti, bisogna imparare in fretta anche la cucina british. D'accordo il Chelsea e la Premier possono fare eccezione grazie ai campioni di ogni latitudine, ma dalla Championship fino alla League Two, il menu delle squadre non è poi tanto diverso. Capita allora di trovare questo tipo di "combinazioni". Tutto insieme a poche ore da una partita o da un allenamento: pasta condita con ketchup e maionese, porridge, uova strapazzate e l'immancabile bacon. E ancora: piatto unico di pasta con pesto e pollo, vitello, pochissimo pesce e tanta salsa "sweet chili". Assomiglia invece più ad una leggenda metropolitana la classica birra prima della partita. E' sicuramente un ricordo invece la crostata ipocalorica di albicocche o ciliegia che al contrario non manca quasi mai nel menu delle squadre italiane.

Quasi un affronto, insomma, per nutrizionisti e amanti delle diete. Soprattutto perché nel giorno del matchday non c'è ritiro e i calciatori possono arrivare allo stadio direttamente da casa dopo pranzo. Appuntamento alle 13.15 al Football Ground, prima, intorno alle 11.15, c'e' tempo per il "Pre-Match Meal" decisamente qualcosa in più di un semplice spuntino. Si comincia con i mitici Beans on Toast (fagioli e pane tostato) accompagnati da marmellata di burro di arachidi e si prosegue con pollo e pasta; per dessert yogurt alla frutta o con i cereali.



Attenzione pero' a cambiare le tradizioni. C'è chi potrebbe non capire, rischiando di aumentare il divario tra culture alimentari diverse. Se proprio si vuole introdurre qualche novità a tavola allora la ricetta giusta si chiama compromesso: base inglese con qualche accorgimento e cucina, dove possibile, made in Italy. Lo spiegano bene Tania Giua e Paolo Pacucci gli chef del Leyton Orient Fc che hanno introdotto in maniera graduale nuovi piatti senza rivoluzioni. "L'impatto iniziale non è stato semplice, ci sono veramente tante differenze, possiamo dire che si tratta di un'altra alimentazione - racconta Tania Giua all'Orient dal dicembre 2014 - ho cercato di cambiare senza stravolgere le loro abitudini dopo aver parlato con il nostro nutrizionista. Nel loro menu sono comparsi cosi il merluzzo, il tonno ed il salmone ai ferri che adesso è diventato uno dei loro piatti preferiti. Il pollo è alla base della loro alimentazione: ne cuciniamo ogni giorno 15 kg. Come primi piatti proponiamo pasta in bianco e riso e devo dire che per loro soprattutto il riso basmati è stata una rivelazione". Non c'è spazio per gli esperimenti, tante le rinunce: "Abbiamo eliminato l'insalata di riso, il farro e la pizza - spiega Paolo Pacucci al club di Londra dal luglio dello scorso anno - cosi come il fritto, il maiale ed in generale i dolci. Per dessert amano la frutta, dall'ananas a pranzo fino all'uva, alle banane e alle mele. Devo dire che ai nostri calciatori piacciono anche molto le verdure crude ed in particolare i cetrioli. La difficoltà forse adesso consiste nel proporre qualcosa di diverso visto che abbiamo trovato un buon equilibrio". Uno strappo alla regola però esiste, con quel piatto, la lasagna, conosciuto in tutto il mondo. "E' il nostro piatto speciale - raccontano Tania e Paolo - ma solo per le occasioni importanti e soprattutto è una lasagna non all'italiana, cioè senza besciamella, quindi più leggera". Il compromesso è arrivato anche qui. D'altra parte il calcio inglese ci piace forse anche per questo. Enjoy your meal!

Andrea Pressenda
Head of Communications & Relationships Manager del Leyton Orient Football Club