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Come sempre accade quando le cose non vanno bene, dopo l’eliminazione della Juventus in Champions League, qualcuno ha fatto partire un processo nei confronti di Antonio Conte, reo, a detta degli ‘accusatori’, di aver mal gestito il turnover, con particolare riferimento ad Andrea Pirlo, apparso in evidente sottotono nelle ultime partite dei bianconeri. A dimostrazione di come, nel momento in cui venga bloccata la principale fonte di gioco della Juventus, tutta la squadra ne risenta in maniera decisiva. Ecco la colpa principale che viene addebitata a Conte: aver spremuto oltremodo Pirlo, sino a ritrovarselo sbiadito negli appuntamenti più importanti della stagione. Sarà vero?

    LO STAKANOVISTA: 
I NUMERI DI PIRLO

39    Le presenze complessive
3382    I minuti in campo
5    Le reti realizzate
9    Gli assist serviti
90%    9 volte in campo nelle ultime 10
Andando a vedere le ultime dieci partite disputate dalla Juventus, Andrea Pirlo è sceso in campo nel 90% delle volte, rimanendo fuori solo contro il Pescara, prima del match di ritorno contro il Bayern Monaco: per il resto ha sempre giocato tutte le partite, venendo risparmiato solo negli ultimi 20 minuti degli ottavi di finale di ritorno giocati contro il Celtic. 

Troppo poco per preservarlo, a detta di molti, dato che parliamo di un calciatore prossimo ai 34 anni (li compirà il 19 maggio). Se ci aggiungiamo anche gli impegni con la maglia della nazionale italiana, dove è sceso in campo sia contro il Brasile (ma solo per un tempo) che contro Malta, ci si rende conto di come, in effetti, il minutaggio accumulato dal regista bianconero sia particolarmente elevato, considerato anche che, da inizio anno, ha messo assieme 39 presenze, risultando meno utilizzato solamente di Barzagli, Bonucci, Giovinco e Buffon.

Ma davvero Conte avrebbe dovuto rinunciare al fulcro principale del suo gioco, all’elemento che ha garantito il salto di qualità alla Juventus a partire dalla scorsa stagione? Col senno di poi è scontato dire di sì, ma è bene non limitarsi ad un’analisi superficiale e figlia della doppia sconfitta subita con il Bayern Monaco. 

Per poter fare a meno di Pirlo a cuor leggero, dovrebbe essere presente, in rosa, un calciatore dalle qualità quanto meno simili. Di Pirlo ce n’è uno solo, ma la Juventus non ha in squadra un elemento che possa dargli adeguata sostituzione dal punto di vista delle caratteristiche. Conte, quando Pirlo si è assentato, ha schierato in quel ruolo Pogba, che è calciatore straordinario pronto a divenire fuoriclasse, ma che non ha tutte le carte in regola per fare il mestiere di regista.

Ed ecco che, l’assenza di un adeguato ricambio, ha probabilmente influito pesantemente nelle scelte di Antonio Conte. Forse il tecnico pugliese avrebbe dovuto farlo rifiatare di più nelle ultime uscite, magari in occasione della trasferta in quel di San Siro contro l’Inter, avvenuta proprio prima dell’andata dei quarti di finale contro il Bayern Monaco. Ma se contro i nerazzurri fosse andata male proprio per l’ipotetica assenza di Pirlo, cosa si sarebbe detto? Che Conte ha sbagliato tutto, e che la Juventus non può fare a meno del proprio regista.

Ecco perché bisogna andarci cauti con i giudizi e le sentenze, fermo restando che, ipoteticamente, una gestione fisica più oculata di Pirlo avrebbe probabilmente garantito maggior lucidità al diretto interessato, nell’infuocato doppio confronto con il Bayern Monaco. Proprio riguardo l’argomento ‘vice Pirlo’, ritorna in mente la trattativa per Marco Verratti dell’estate scorsa, quando la Juventus, dopo averla tirata per le lunghe, tanto esitò da guardare inserirsi in trattativa il Paris Saint Germain, con una proposta economica da capogiro di fronte alla quale Marotta non ha potuto far altro che mettersi in disparte. Ecco, con un Verratti in più in rosa, forse, le cose sarebbero andate diversamente. Ma il calcio è così, con i se e con i ma si fanno tanti bei discorsi, ma bisogna attenersi alla realtà.

Una realtà che vedrà la Juventus affrontare adesso, nel giro di tre settimane, Lazio, Milan e Torino: Pirlo sarà fondamentale, come e più di sempre. Sarà meglio schierarlo senza soluzione di continuità, oppure sarà bene scegliere di dosarne le energie, magari risparmiandogli, di volta in volta, un determinato minutaggio? Lo sapremo solo nei giorni a venire ma la sensazione è, ancora una volta, che Conte non rinuncerà al suo faro illuminante. Nella speranza che, per la stagione a venire, la dirigenza sappia mettergli a disposizione un adeguato rinforzo.