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Coronavirus e smartworking: 5 consigli per lavorare in sicurezza... e risparmiare

Coronavirus e smartworking: 5 consigli per lavorare in sicurezza... e risparmiare

  • Emanuele Tramacere
L'emergenza coronavirus sta costringendo il popolo italiano e non solo ad una quarantena prolungata a casa con conseguente isolamento dai contatti sociali e anche sul lavoro, chi ha potuto, ha portato a casa i propri compiti usufruendo del "telelavoro", del "lavoro agile" per dirlo in termini legali, o più praticamente lo "smartworking". Anche noi di Calciomercato.com ci stiamo adeguando a questa pratica, ma la domanda che ci siamo posti, prima di iniziare è: lo possiamo fare in sicurezza?

Vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, come la più grande sfida in tempi di coronavirus per le Big Tech della Silicon Valley sia la gestione e la protezione di quei famosi Big Data (LEGGI QUIche quotidianamente gli utenti gli forniscono e che sono alla base del rapporto di fiducia che permette loro di continuare a guadagnare. Ebbene anche per le aziende più piccole i dati che quotidianamente trasferiamo dai nostri computer sono un bene prezioso e che, sul posto di lavoro, vengono filtrati dalle reti aziendali e dai relativi sistemi di sicurezza.

Sistemi che a casa non sono e non possono essere così sofisticati e allora abbiamo deciso di provare a darvi qualche consiglio per mettere in sicurezza il vostro "lavoro smart" aiutandovi, magari, anche a risparmiare.


1) La prima cosa da fare è cercare di proteggere il più possibile la propria rete domestica perché è da lì che passano migliaia di microdati ogni secondo anche quelli che, volenti o nolenti, non state condividendo spontaneamente. Innanzitutto (e questa modifica è accessibile davvero a tutti), cambiare spesso la password di accesso al vostro modem/router e della vostra rete domestica. I più esperti potrebbero provare, dalle impostazioni, a rendere la rete visibile solo a chi la conosce e infine attivare un filtro, chiamato MAC, che permette di accedere alla rete soltanto ai dispositivi autorizzati. A cosa serve tutto questo? A proteggersi da attacchi "esterni" che potrebbero intrufolarsi nei vostri computer.

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