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Marco Giampaolo, nuovo allenatore della Cremonese (Lega Pro, girone A), ha rilasciato un'intervista esclusiva a Rai Sport alla giornalista Monica Matano, riguardo l'inizio di questa sua nuova avvenutura, che segue quella sfortunata dello scorso anno sulla panchina del Brescia: "La Cremonese è un nuovo punto di partenza, per ricominciare a lavorare, novembre era l'ultimo treno, altrimenti sarei stato costretto ad aspettare ancora un anno, quindi è stata una scelta ponderata".

Su cosa gli è accaduto al Brescia, visto che si era parlato di un caso Giampaolo: "Mediaticamente sulle notizie poco precise ci si sguazza: i discorsi che avevo fatto al Brescia erano chiari, avevo dato le dimissioni, la società ne era consapevole e credo non abbia voluto divulgare la mia decisione perché pensava potessi ripensarci e quindi hanno preferito sottacere nell'attesa, eppure io ero stato categorico. Ho preferito non parlare per non disturbare la squadra, non condizionare l'ambiente, un eccesso anche da parte mia di rispetto, quindi si è equivocato, poi quando parte la macchina dell'informazione c'è poco da fare. E' chiaro che non si è trattato di un buon momento, ma il problema della comunicazione è un problema che esisteva, che avevo sottolineato per poterlo risolvere, alla fine però paradossalmente ne sono stato vittima".

Sul calcio attuale: "In Italia si fatica poco, i talenti storicamente nascono lì dove si soffre, dove ci sono problemie e il calcio forse diventa per loro l'unico sfogo".
Su Conte, ct dell'Italia: "E' un allenatore che caratterizza le sue squadre, che ha bisogno del campo. Per forza di cosa credo che lui debba attingere a quei giocatori che conosce, che ha allenato".