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Dalla speranza salvezza all’addio ai sogni di gloria nel giro di 45 minuti. La sintesi di Crotone – Bologna è tutta qui. A questo punto credo non ci sia più spazio per le illusioni, da qui alla fine sarà necessario terminare il campionato con dignità, fare più punti possibili e magari non arrivare ultimi, ma certamente la Serie B sembra ormai inevitabile. Crotone – Bologna merita due analisi distinte e separata, quella del primo dove la squadra di Cosmi è apparsa ben motivata, sempre precisa dietro, perfetta a centrocampo e cinica davanti. I tre difensori centrali per la prima volta sono sembrati sicuri, col solo Cuomo che ha perso un po’ di fiducia dopo il giallo e forse andava sostituito all’intervallo. Sulla linea mediana si è rivisto finalmente il Benali dei tempi migliori con un’infinità di palloni giocati, ottima anche la prova di Petriccione, che si è sacrificato soprattutto in fase di ripiego e ripartenza e poi il solito Messias, anche se più che mezzala ha fatto quasi il trequartista. La sua natura è quella. Ottima anche la fase offensiva con Di Carmine bravo nel tenere palla e il solito Simy, cui approfondirò meglio più avanti, che ha mostrato freddezza dal dischetto. Poi c’è stato il secondo tempo, un’altra partita, un altro Crotone, ma c’è da dire anche un altro Bologna e qui c’è soprattutto da fare i complimenti a Mihajlovic che quando c’è da motivare non è secondo a nessuno. Il Bologna ha iniziato ad attaccare sin dai primi minuti e il Crotone è apparso incapace di difendere, all’improvviso sono tornati gli errori e le distrazioni del periodo Stroppa: errori imbarazzanti, distanza tra i reparti, assenza di copertura della linea mediana. Il Bologna ha trovato la strada spianata per presentarsi davanti a Cordaz e non è stato difficile completare la rimonta.
 
In tutto questo ci sono delle chiare colpe della società, in primis per un mercato non all’altezza del massimo campionato, soprattutto nel reparto arretrato. Nessuno dei centrali in rosa sembra essere all’altezza  del campionato, forse in altri contesti potrebbero dire la loro, ma in questa stagione non sono riusciti a dimostrarsi da Serie A. Certo, ci sono anche delle attenuati, come ad esempio le lunghe assenze di Cigarini e Benali, a cui si sono aggiunte nelle ultime settimane quelle di Reca e Ounas, quei pochi elementi di categoria spesso sono stati assenti per problemi fisici. Altre colpe vanno attribuite sicuramente alla pessima gestione Stroppa, che per quanto bravo non ha mai avuto il coraggio di cambiare sistema di gioco, provare qualcosa di diverso. E qui torna la gestione societaria che avrebbe dovuto prendere dei provvedimenti già molto tempo fa. Ormai è andata così, ancora una volta paghiamo l’inesperienza e ora dobbiamo solo guardare al futuro. Chiudere al meglio questo campionato con un occhio già al prossimo.
 
Simy. Come ho detto in precedenza  il nigeriano merita un approfondimento a parte, intanto piena solidarietà per gli insulti che ha ricevuto a mezzo social, in cui, ancora una volta si è mostrato straordinario. Una persona buona, mai una parola fuori posto, sempre educato e bravo nel non ascoltare le critiche e, soprattutto, le offese. Passino le prime, ma le offese personali non sono accettabili, soprattutto se cattive e a sfondo razziale. Sulle critiche, beh personalmente anche quello sono ingiuste, sento spesso dire che è lento, impacciato, goffo, ma nonostante tutto c’è una cosa che non smette di fare: i gol. Tanti sono i record che ha raggiunto quest’anno: miglior marcatore generale della storia del Crotone con 59 gol fatti e ora anche numero uno per reti in una sola stagione di Serie A, 13 al pari di Falcinelli. E’ diventato anche il miglior marcatore nigeriano di sempre in Serie A superando l’ex Inter Obafemi Martins che si era fermato a 11; record che si aggiunge a quello dell’anno scorso, quando è stato diventato il primo nigeriano della storia a vincere la classifica cannonieri di un campionato professionistico italiano.