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AFFARI POSSIBILI. Dopo le ufficialità di Kragl, Budimir e Faraoni la dirigenza rossoblù potrebbe annunciarne altre nelle prossime ore. La priorità, al momento, è quella del difensore centrale da affiancare a Ceccherini: Carlão e Ajeti sono piste interessanti ma non allettanti, per questo Ursino starebbe dirigendo i suoi sforzi verso l’empolese Federico Barba, fresco di retrocessione con i toscani ma profilo di assoluto valore. Due anni difficili, gli ultimi, per uno dei tanti ottimi prospetti del vivaio romanista: prima la sfortunata parentesi tedesca con lo Stoccarda, costellata di infortuni, poi il ritorno a Empoli un po’ in sordina, incapace di imporsi come ai tempi di Sarri. Il rilancio potrebbe partire proprio da Crotone. Per puntellare ulteriormente la retroguardia si pensa sempre al terzino senegalese Moustapha Seck, di proprietà della Roma, ma chiuso in prima squadra da Peres e Karsdorp. Brusca frenata nell’affare De Ceglie: a gennaio scorso l’esterno ha rifiutato la destinazione crotonese, ora è la società a non essere convinta del giocatore. A centrocampo non si abbandona l’idea di avere per un’altra stagione Crisetig, che resta il primo obiettivo: se il Bologna non dovesse accettare la proposta di prestito secco, al via la caccia a uno tra Chochev e Grassi, sul quale è forte il pressing del Chievo.

NOMI IMPOSSIBILI. Ohikhuaeme Anthony Kwoeme Omoijuanfo, per i tifosi semplicemente Ohi: è lui il nome nuovo (anche se impronunciabile) per l’attacco pitagorico. Per metà nigeriano e per l’altra norvegese, l’attaccante classe ’94, dallo scorso 13 giugno anche nel giro della nazionale maggiore scandinava, è capocannoniere della Eliteserien con 11 centri in 16 apparizioni e leader indiscusso dello Stabaek, attualmente quinto in graduatoria. Il talento ha la testa da nordico ma il sangue africano: è agile, veloce, roccioso e poi ha quella grande capacità di far reparto da solo. Nessun problema di convivenza con Budimir, anzi; non è difficile che il suo allenatore, Toni Ordinas, lo schieri dietro ad un’altra prima punta. Per movenze e capacità di “occupare lo spazio” Omoijuanfo assomiglia molto al primo Amauri, quello esploso al Chievo e poi al Palermo, per intenderci. Destro, sinistro o di testa non fa differenza, basta fargli arrivare la palla al momento giusto e lui capitalizza. Almeno in Norvegia. Un colpo che se venisse realizzato ricalcherebbe quello di Simy: anche lui nigeriano, anche lui bomber in un campionato minore, anche lui con un nome completo (Simeon Tochukwu Nwankwo) che farebbe andare in analisi qualsiasi addetto all’anagrafe. Alla fine, con i decisivi gol alla Samp e al Torino, Simy ha messo la sua firma indelebile sulla salvezza dei calabresi, riabilitando ¾ della stagione di assoluto anonimato. La speranza di chi lo prenderà, Spal compresa, è che in questo si somiglino un po’ di meno. Perplessità? Ironia? Meglio dare una chance a un giovane nostrano? Alla luce di quanto successo lo scorso anno, la parola d’ordine deve essere una: fiducia