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Se l’è chiesto anche Allegri, e lo ha chiesto pure ai suoi collaboratori: ma Cuadrado voleva davvero tirare in porta? Fatto sta che Juan Guillermo Cuadrado Bello ha segnato uno dei gol più spettacolari di questo campionato e di sicuro uno dei più strani. Direttamente dalla bandierina, senza tocchi, un tiro di interno destro che è andato ad accarezzare prima la traversa, poi il palo più lontano, fino a infilarsi alle spalle di Sirigu. Al quale, in tutta franchezza, è difficile attribuire delle colpe. Quel tiro riesce una volta ogni cento, ogni mille se è vero che dall’inizio dello scorso decennio ad oggi solo otto giocatori sono riusciti a far gol dalla bandierina.

SORPASSO ALLE ROMANE -  La Juve doveva vincere e c’è riuscita senza troppi problemi. Col secondo successo di fila ha agganciato la Fiorentina al 5° posto ma soprattutto ha sorpassato le romane, staccate ora di 2 punti. Al gol di Cuadrado si è aggiunto nel finale quello di Dybala, ma in mezzo è stato un dominio bianconero con 27 tiri (a 0...) e con un protagonista assoluto sull’altro fronte, Salvatore Sirigu, autore di 10 parate 10 con una mezza dozzina di prodezze. Il calendario (dopo Salernitana e Genoa giocherà con Venezia, Bologna e Cagliari) potrebbe spingerla ancora più su prima di Natale. Ha creato tantissimo, non ha subìto niente, ha convinto pienamente, insomma, un passaggio positivo. L’esatto opposto del Genoa. Dal suo arrivo, Shevchenko ha fatto un punto in 4 partite, con 0 gol segnati. Certo, il calendario non l’ha aiutato (Roma, Milan e Juve le tre sconfitte, Udinese il pareggio) e soprattutto è stato penalizzato dalla valanga di infortuni ereditata dalla gestione-Ballardini a cui si sono aggiunti in questa gara anche Rovella e Badelj. Tutta la sua attenzione è ora rivolta al derby di venerdì prossimo con la Samp: non c’è in palio solo il regno cittadino, ma la salvezza.

TROPPA JUVE PER QUESTO GENOA - La differenza fra Juve e Genoa è stata determinata da quella rete clamorosa, giunta dopo 9 minuti, ma il resto l’ha fatto il controllo totale dei bianconeri. Mentalmente, tecnicamente, perfino psicologicamente era troppo lontano il Genoa dalla Juve. Se in assoluto c’è un distacco evidente, diciamo storico, le nove assenze pesanti hanno indebolito l’organico rossoblu e impedito al Genoa di cercare almeno un po’ del suo orgoglio. Già a fine primo tempo, 70 per cento di possesso palla per i bianconeri, 14 tiri a 0 e 4 nitide occasioni per chiudere il conto. Ecco, l’unico punto a favore del Genoa era il risultato: l’1-0 lo teneva ancora dentro una partita in cui era incapace di attaccare.

LA SALVEZZA DI SIRIGU - La Juve attaccava bene a sinistra con Luca Pellegrini, i cui inserimenti spingevano in mezzo Bernardeschi, molto attivo e presente in quasi tutte le azioni d’attacco. La squadra di Allegri palleggiava senza esagerare nel ritmo, senza forzare i tempi, arrivando dalle parti di Sirigu grazie all’inconsistenza dell’improvvisato centrocampo genoano imperniato su Behrami centrale, con Touré ed Hernani ai suoi fianchi. Zero contributo dalla coppia d’attacco Ekuban-Bianchi e dunque tutto il peso ricadeva sul trio difensivo. E’ stato Sirigu, nel primo tempo, a salvare quattro volte, tre in modo clamoroso, la sua porta: la prima su conclusione di Bernardeschi, la seconda su colpo di testa da due passi di De Ligt (respinta) e sulla ribattuta immediata di Morata (parata), la quarta su tocco in area piccola di Morata lanciato da Dybala.

TIRI A RAFFICA - Come era finito il primo tempo, così è iniziato il secondo, con la Juve a palleggiare nella metà campo genoana e con Sirigu a salvare la squadra dal naufragio. La quinta prodezza della sua partita è arrivata su tiro di Morata poco prima dell’area piccola. Dopo un’ora Sheva ha cambiato con Goldames, Portanova e Pandev per Behrami, Touré e Bianchi. Con la prima azione (terminata con un cross parato da Szczesny), Pandev ha fatto capire che alla qualità non bisogna mai rinunciare, e Sheva dovrebbe saperlo... Il Genoa si è alzato un po’, lasciando inevitabilmente spazio al contropiede bianconero. Al 65', la Juve era arrivata a 25 tiri, ancora 0 quelli del Genoa. Altra incredibile prodezza del portiere genoano su Dybala, solo davanti alla porta: balzo e respinta di Sirigu, in una serata fantastica.

MORATA, KEAN E ALLEGRI - Il gol che non riusciva a segnare ha innervosito Morata che, dopo un fallo, ha protestato con Chiffi e ha preso il giallo. Allegri, dalla panchina, lo aveva già richiamato qualche minuto prima urlandogli di stare calmo, ma quello niente. Così Max, dopo il giallo, l’ha sostituito e sgridato: “Hai regalato un fallo, devi stare zitto e hai fatto un casino”. Morata ha risposto, ma l’allenatore aveva tutte le ragioni del mondo. Così ha messo Kean e cosa ha fatto il giovanotto? Alla prima palla persa ha steso Biraschi e preso il giallo pure lui, un minuto dopo il cambio... Allegri, nello spogliatoio, se lo sarà mangiato. A proposito dell’allenatore, col 2-0 sul Genoa ha raggiunto le 250 vittorie in Serie A, nell’èra dei 3 punti (stagione 94-95) solo Ancelotti ha fatto meglio (275).

CHIUSA DA DYBALA - Per mettere la parola fine a questa sacrosanta vittoria la Juve ha dovuto aspettare il 37' del secondo tempo. Palla di Bernardeschi, protagonista di una partita molto bella, per Dybala, controllo e sinistro incrociato sul secondo palo. Stavolta nemmeno San Sirigu poteva farci niente.



Juventus-Genoa 2-0

Marcatori:
pt 9' Cuadrado; st 37' Dybala.

Assist: st 37' Bernardeschi.

Juventus (4-2-3-1): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Pellegrini (1' st Alex Sandro); Bentancur, Locatelli; Kulusevski, Dybala (43' st Kaio Jorge), Bernardeschi (38' st Rabiot); Morata (28' st Kean). A disp. Pinsoglio, Raina, Arthur, Bonucci, Rugani, De Winter, Soule. All. Allegri.

Genoa (3-5-2): Sirigu; Biraschi, Bani (28' st Vanheusden), Vasquez; Ghiglione, Behrami (13' st Galdames), Hernani, Toure (14' st Portanova), Cambiaso (41' st Melegoni); Bianchi (13' st Pandev), Ekuban. A disp. Semper, Marchetti, Sabelli, Masiello, Buksa, Serpe. All. Shevchenko.

Arbitro: Chiffi di Padova.

Ammoniti: pt 34' Pellegrini (J): st 4' Cambiaso (G), 27' Morata (J), 28' Kean (J).