Finalmente abbiamo trovato il nostro attaccante titolare. Non è costato 40 milioni, non ha un cognome esotico, il suo procuratore è italiano e non ha il ciuffo pomatato, ma ha la caratteristica che conta più di tutte: segna. Non sarà ancora il top player che necessita una squadra come il Milan, ma Cutrone è già oggi il miglior numero 9 in rosa e Gattuso rischia di non poter già più farne a meno. 

Il giro in panchina di Udine evidentemente è servito al ragazzo per ritrovare la dote che l'ha portato a essere a 19 anni l'attaccante del Milan, ovvero l'umiltà. Il pericolo di montarsi troppo presto la testa è infatti l'unico ostacolo sulla strada di Cutrone per diventare un centravanti davvero importante. La presenza di Rino sulla panchina è in questo senso la più grossa garanzia per noi tifosi rossoneri. Se c'è un tecnico, e soprattutto un uomo, che sa come gestire queste situazioni è proprio Gattuso. 

La doppietta di oggi è in buona parte frutto dell'ultima panchina, ma ancor più della tirata d'orecchie pubblica dei giorni passati. Da lì è arrivata una settimana di allenamenti come si deve e la prima doppietta in serie A. Con Kalinic acciaccato e André Silva che non rappresenta una reale alternativa, il prossimo mese rischia di diventare per Cutrone fondamentale per la sua carriera. Avrà la possibilità di consolidare il suo ruolo di titolare per quest'anno, e soprattutto di candidarsi seriamente anche per la prossima stagione come il vero colpo di mercato, anche se ad alcuni non farà piacere dovere ammetterlo.