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    Da -15 a -10: Juve, l'assoluzione di Nedved vale 5 punti

    Da -15 a -10: Juve, l'assoluzione di Nedved vale 5 punti

    Per la Juventus, sono cinque punti di penalità in meno rispetto alla precedente sentenza (-15) e uno in meno di quanto chiesto ieri dal procuratore Giuseppe Chiné dopo circa un’ora di requisitoria (una richiesta più alta di quella da lui stesso formulata nella precedente udienza di gennaio alla Corte d’Appello quando aveva indicato nove punti e i giudici avevano portato la penalità a -15). I sette ex dirigenti della Juventus senza potere di firma, da Pavel Nedved in giù, sono stati prosciolti (la procura aveva chiesto otto mesi di inibizione).

    Meno dirigenti coinvolti meno punti di penalità. L’equazione regge. Lo si legge in un dettagliato articolo del Corriere della Sera, che analizza la sentenza di ieri sul caso plusvalenze. 

    La sentenza dimostra un certo equilibrio: accoglie i richiami del Collegio di garanzia, che aveva per l’appunto chiesto di rivalutare l’apporto concreto dei dirigenti «minori» che non era stato adeguatamente motivato nella precedente sentenza e, in caso, di rimodulare la penalità. D’altra parte non era logico attendersi uno sconto molto maggiore perché il Collegio di garanzia aveva, in 75 pagine di motivazioni, riconfermato tutto l'impianto della sentenza, ribadito il «sistema» di plusvalenze messo in atto per alterare i bilanci e condannato in via definitiva per mancata lealtà tutti i vertici, Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini. È chiaro che il peso dei vertici nel modulare il -15 era stato maggiore dei dirigenti senza potere di firma, fra i quali, appunto, l'ex vicepresidente Pavel Nedved. 

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