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  • Da Dest ad Origi, passando per Adli: al Milan è il tempo delle risposte

    Da Dest ad Origi, passando per Adli: al Milan è il tempo delle risposte

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    Ritmi serratissimi, tempi di recupero pressoché nulli che, abbinati alla necessità di non perdere la bussola e di non perdere terreno prezioso per proseguire l'inseguimento a tutti gli obiettivi di stagione, non rendono semplici le scelte di qualsiasi allenatore nella prima parte di questa anomala stagione. Lo sanno benissimo al Milan e lo sa benissimo Stefano Pioli, che soprattutto nelle ultime due stagioni si è trovato a dover gestire un'emergenza a livello di infortuni sempre nello stesso periodo. Questo. Lasciata alle spalle la sfortunata serata di San Siro contro il Chelsea, inizia domenica a Verona un rush di 8 partite spalmate in circa un mese che diranno molto soprattutto sul destino europeo dei rossoneri, senza tralasciare la necessità di restare aggrappato al treno scudetto.

    LA NECESSITA' - Con Florenzi, Calabria, Saelemakers e Ibrahimovic che hanno già dato appuntamento al 2023, Pioli confida di recuperare a stretto giro di posta i vari Maignan, Kjaer e De Ketelaere, per alzare il livello qualitativo del suo undici e tornare a gestire le rotazioni con un ventaglio di possibilità più ampio. E in tal senso diventa importante iniziare a coinvolgere maggiormente nel turn-over giocatori che sin qui hanno visto il campo col contagocce: ossia quei nuovi acquisti che, fatto salvo il talento belga acquistato dal Bruges, non sono stati ancora ritenuti sufficienti pronti per interpretare al meglio il credo tattico dell'allenatore parmigiano. Con l'abbassamento (teorico) del livello di difficoltà dei prossimi appuntamenti in Serie A, i vari Dest, Thiaw, Vranckx, Adli e Origi possono e forse devono diventare delle reali opzioni per aumentare la varietà di soluzione in campo.

    IL TEMPO DELLE RISPOSTE - Il momento di dare un certo tipo di risposte è adesso, anche perché da gennaio il Milan e Pioli dovranno avere ben chiaro su chi contare per la seconda, decisiva, parte di stagione. E, se necessario, correggere la rotta anche in sede di mercato, con l'arrivo di qualche giocatore più pronto per dare nell'immediato il suo contributo. La sensazione è che i tempi ridottissimi imposti da una programmazione del calendario completamente stravolta rispetto al passato non abbia agevolato il lavoro di valutazione di un allenatore che oggi non può più accontentarsi di giocare per partecipare. Ma da qui al prossimo 13 novembre (ultimo giorno di partite prima dello stop per il Mondiale) qualcosa deve iniziare a cambiare. Per non generare l'impressione - anche in questo caso con un pizzico di anticipo sulla tabella di marcia - che qualcosa non sia andato per il meglio in sede di programmazione.

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