Si possono chiamare “gol al volo”, ma rischiamo di banalizzare dei capolavori. Potremmo definirli i “gol più lunghi della storia del calcio” perché dal momento in cui parte l’assist al momento della palla in rete passano dei secondi interi, non degli attimi. Secondi che permettono alla gente di immaginare e sognare. Di sicuro ci vuole follia per fare quei gol. Se sei sano di mente, se usi la logica, se sei equilibrato, quei gol non li fai per una semplice ragione: non ce la fai a pensarli. E’ una follia anche perché devi unire due pensieri, il primo è di chi fa il lancio, il secondo di chi lo trasforma in gol. Bonucci (38 metri per raggiungere CR7), come D’Agostino (dalla linea di metà campo al limite dell’area per Di Natale), come Alessandro Orlando (poco oltre la metà campo fin dentro all’area di rigore per Del Piero) e come Lombardo (che deve però coprire un raggio inferiore per far partire il tiro di Mancini) mettono una palla così invitante e coraggiosa solo perché sanno che, se calciano bene, trovano un terminale che esalterà quei loro lanci.

Non è provarci per provarci, è provarci perché può davvero succedere. Il tempo, in gol come quelli, è determinante. A chi sta per compiere la prodezza serve in due momenti distinti, prima è per lo scatto con cui si allontanano dalla marcatura, meglio non avere avversari accanto che potrebbe creare un ostacolo, un disturbo al momento del tiro, poi è per calcolare il tempo di caduta del pallone. L’impatto del piede con una palla che arriva da 40 metri è decisivo e allora serve la qualità, la
tecnica pura. Ronaldo non può colpirla troppo piano, perché sennò finisce fra le mani del portiere, ma nemmeno troppo forte, perché sennò vola in curva. Servono delicatezza e veleno, mischiate in dosi identiche. Noi vi proponiamo questi quattro gol simili, diciamo due quasi gemelli (Ronaldo e Del Piero), un terzo (Di Natale) che si differenzia solo per un doppio tocco di Totò, controllo e pallonetto, e un quarto (quello di Mancini a Napoli) leggermente diverso perchè il cross di Lombardo non era partito dalle spalle dell’attaccante, ma da un lato, non era verticale, ma orizzontale. Si va per gusto personale, visto che si tratta di quattro capolavori. La nostra classifica è questa. Primo posto per la rete di Del Piero alla Fiorentina, celebrata anche come il gol più bello nella storia dei 120 anni della Juve: aveva un grado di difficoltà elevatissimo. Secondo posto per il gol di Di Natale contro il Palermo. Terzo Ronaldo contro il Manchester. Quarto Mancini contro il Napoli, quarto solo perché il cross era più vicino. Ai lettori la scelta finale.



SONDAGGIO: QUAL E' IL MIGLIORE DEI 'GOL PIU' LUNGHI DELLA STORIA?'