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Il Milan non può e non vuole vivere soltanto di Zlatan Ibrahimovic. Il mercato di gennaio può portare in dote a Stefano Pioli almeno un rinforzo in difesa e, se ci saranno le condizioni economiche, anche a centrocampo, dove il tecnico rossonero desidererebbe avere maggiore fisicità nella posizione occupata attualmente da Ismael Bennacer. Ma per un club costantemente sotto osservazione della Uefa, dopo aver sforato nelle ultime stagioni i parametri del Fair Play Finanziario, diventa fondamentale anche cedere quei giocatori che non rientrano nel progetto o che possono fare cassa. Una situazione di non semplice gestione per Maldini, Boban e Massara, che si stanno scontrando con le difficoltà di piazzare calciatori con ingaggi importanti e con le resistenze di molti di essi a lasciare Milano.

LE ECCEZIONI - In tal senso, meritano una menzione a parte Ricardo Rodriguez e Fabio Borini, che al contrario di molti loro colleghi hanno manifestato il desiderio di giocarsi le proprie carte altrove. L'esterno svizzero - chiuso da Theo Hernandez - non vuole perdere il posto in nazionale in vista dell'Europeo ed è finito nel mirino di Napoli, Fenerbahce e PSV Eindhoven; il Milan non si accontenta della cessione in prestito, vuole un addio a titolo definitivo o in prestito con obbligo di riscatto. Per l'attaccante ex Roma e Liverpool può arrivare invece la risoluzione del contratto, col Genoa in pole position per assicurarselo.

INVENDIBILI? - Da tempo nel mirino della critica e inviso alla sua stessa tifoseria, lo spagnolo Suso guida la truppa dei giocatori di cui il club rossonero si priverebbe sin da questa finestra di mercato, ma per il quale non si sono palesati potenziali compratori con argomenti concreti. La sua iniziale valutazione di 30-35 milioni di euro è crollata negli ultimi mesi e l'ingaggio da 3 milioni netti a stagione non aiuta. Situazione molto simile a quella di Lucas Biglia - recentemente fermato dall'ennesimo guaio muscolare - che percepisce fino a giugno 3,5 milioni e che è destinato a restare fino alla scadenza. Dalla Cina e dall'Argentina sono pure arrivate delle proposte, ma l'argentino non le ha mai prese in considerazione, condannando il Milan a recriminare su un investimento complessivo di 50 milioni (tra cartellino e ingaggio) rivelatosi ampiamente deludente.
SI TENGONO IL MILAN - Sempre a centrocampo, Maldini e Boban vorrebbero far uscire Franck Kessie che, oltre a un rendimento altalenante, non si è fatto apprezzare negli ultimi mesi per alcuni atteggiamenti dentro e fuori dal campo. Nella scorsa estate ha respinto categoricamente il corteggiamento di Wolverhampton, Monaco e di alcuni club cinesi, forte anche del suo accordo da 2,5 milioni a stagione col Milan. Il West Ham è un'ipotesi percorribile per l'immediato, ma l'ivoriano non è convinto e, senza un suo addio, è inverosimile un nuovo investimento per la mediana. Hanno respinto diverse lusinghe anche Andrea Conti (ingaggio da 2 milioni), che in estate aveva delle opzioni per lasciare il club rossonero ma non le ha prese in esame, Samuel Castillejo (2,2 milioni di stipendio e costato 25 milioni di euro un anno e mezzo fa) - non è attratto dal ritorno in Spagna, con Espanyol e Villarreal in posizione di attesa - e, ultimo in ordine di tempo, Krzysztof Piatek.

CASO PIATEK - Il centravanti polacco è la copia sbiadita del giocatore della passata stagione e vive una situazione singolare: una parte della dirigenza è disposto a privarsene nonostante i 35 milioni di euro investito solo un anno fa, l'altra parte non è della stessa idea. Genoa, Fiorentina e Roma in Italia, il Crystal Palace in Inghilterra hanno fatto qualche sondaggio, ma il calciatore - 2 milioni di ingaggio fino al 2023 - vuole giocarsi le sue carte al Milan anche dopo l'arrivo di Ibrahimovic. Destino molto diverso quello di Ante Rebic, mai preso in considerazione da Giampaolo prima e Pioli poi e per il quale si sta lavorando con l'Eintracht Francoforte per interrompere il prestito biennale concordato la scorsa estate. Guadagna 3 milioni a stagione, ma la sua breve avventura in rossonera si avvia alla conclusione.