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Lo sfogo in diretta tv di sabato sera di Antonio Conte potrebbe aver segnato un punto di svolta decisivo nell'avventura dell'allenatore salentino sulla panchina dell'Inter. Un attacco frontale alla società, tirata per la giacca, strattonata e chiamata a rispondere ad accuse pesanti che partono dall'area comunicazione, passano per la dirigenza e arrivano fino alla proprietà. Quello di Conte è stato un atto di sfida e di rottura aperto e senza mezze misure, ma è il culmine di una stagione in cui di momenti di rottura con il mondo Inter ce ne sono stati parecchi.
I 10 MOMENTI NO - Fin dallo scorso luglio Conte non ha esitato a lamentarsi con dichiarazioni ufficiali e conferenze sulla gestione della squadra. Da allora, sempre o quasi in seguito a sconfitte o a episodi spiacevoli trapelati a mezzo stampa, l'ex Chelsea e Juventus ha avuto numerose escalation che lo hanno di volta in volta convinto a puntare il dito contro giornalisti, tifosi, società, mercato e perfino i propri calciatori che oggi difende a spada tratta. Abbiamo scelto i 10 più eclatanti che ripercorrono un arco temporale lungo oltre 12 mesi.
  1. 19 luglio 2019, conferenza stampa pre Inter-Manchester United direttamente in tournée in Cina l'attacco al mercato: "Siamo indietro sulla tabella di marcia. Ambizioni? Ci sono, ma contano i fatti e non le parole...".
  2. 20 settembre 2019, primo attacco alla stampa dopo la notizia della lite Lukaku-Brozovic e prima del derby col Milan: "Sinceramente penso che in generale l’Inter sia sempre molto chiacchierata sui giornali e tv, ma non può essere una scusa. Le altre società sono più brave a proteggere". 
  3. 25 settembre 2019 secondo attacco alla stampa: "Razzismo? Ci sono degli articoli in cui si parla della futura partita tra Inter-Juventus e scrivono che sarò coperto di insulti. Se fossi in un direttore di giornale prenderei a calci in culo chi li ha scritti''.
  4. 5 novembre 2019 post sconfitta in Champions col Dortmund attacco a dirigenti e giocatori: "Magari venisse anche qualche dirigente a dire qualcosa. Mi sono fidato sul alcune cose, ma non avrei dovuto fidarmi. A chi chiedo esperienza a Sensi e Barella?".
  5. 16 novembre 2019: una busta contenente un proiettile per Conte viene recapitata alla sede dell'Inter. L'allenatore viene messo sotto scorta e successivamente annulla le conferenze stampa.
  6. 6 dicembre 2019, post Inter-Roma, arriva la prima "ramanzina" ai tifosi e il primo richiamo alla "protezione del gruppo" che manca da parte dell'ambiente.
  7. 10, 14 e 25 gennaio 2020 un nuovo e continuo attacco alla dirigenza per i mancati investimenti sul mercato: "Ci sono tantissimi problemi da risolvere. A parte l’Inter le altre hanno tutte aggiunto e non sostituito. L'input è chiaro: soldi da spendere non ce ne sono. i messaggi che mandate non sono chiari: sembra che abbiamo preso metà Real Madrid. Mi auguro di avere pazienza e tempo per lavorare per il bene dell’Inter”.
  8. 5 luglio 2020 post-ko col Bologna primi segnali d'addio: “E giusto che tutti siano in discussione, me compreso, altrimenti è giusto prendere anche altre decisioni”.
  9. 10 luglio 2020 dopo il pareggio con il Verona torna il concetto di rispetto per la rosa, non difesa dalla stampa: "La rosa è mia perché la alleno io (non perché l'ho scelta ndr.). Ci vuole più rispetto".
  10. 20 luglio 2020, l'attacco a Marotta e Antonello per i calendari: "Se deve volare uno schiaffo lo prende sempre l'Inter. Quando hanno fatto i calendari i dirigenti erano distratti".

Nella nostra gallery tutti i virgolettati e le dichiarazioni complete, per un rapporto sempre più logoro e una frattura che oggi sembra proprio insanabile.