Dalla musica agli eSports, dalla tastiera di un pianoforte a quella di un computer: un passo lungo e per certi versi curioso, ma se a muovere è la passione allora tutto è possibile, e il successo è garantito. Lo sa bene Thomas De Gasperi, che fin dai primi anni del nuovo millennio ha comandato le classifiche italiane con Matteo Maffucci e gli Zero Assoluto: da 'Mezz'ora' a 'Semplicemente', da 'Svegliarsi la Mattina' a 'Di me e di te', l'elenco delle loro hit che hanno spopolato è lungo e vario. C'era però un'altra passione per Thomas oltre alla musica, una passione che meritava una chance: quella per i videogiochi, che ha portato De Gasperi a fondare il Team Mkers, ora uno dei team professionistici di eSports più affermati a livello nazionale e internazionale. Come è iniziata, il lavoro dietro le quinte, la vita tra musica e impegni 'virtuali' e gli obiettivi futuri: Thomas De Gasperi racconta tutto a Calciomercato.com.

Da cantante a co-founder di Mkers, un team di eSports: un passo curioso, come ci è arrivato?
"Sono sempre stato appassionato di videogiochi online, su tutti Warcraft 3 che ha lanciato il concetto di sfida online. Da lì ne ho provati tanti e poi è nato Dota, al quale gioco da sempre, anche ora al nuovo Dota 2. Mi sono accorto con la nascita degli eSports, anche se in sordina in Italia, delle potenzialità di questo settore e ho sempre scrutato questo ambiente per valutare opportunità. Due anni fa ho deciso di provare a dare il mio contributo a livello organizzativo, ero convinto ci fosse un buco di professionalità. Credevo fosse più facile, che la 'colpa' fosse dei team, ma indietro c'erano referenti, pubblicità e mentalità".

I primi bilanci, tuttavia, sono positivi.
"Credo di aver dato un buon contributo a livello comunicativo, sia per arrivare al pubblico che a sponsor, stampa... Una sorta di propaganda! E ora stiamo lanciando sempre più player professionisti. Si fa molto lavoro da talent scout, proprio come gli agenti dei calciatori: penso di essere abbastanza bravo".

Tutto diverso da anni fa.
"Se ripenso a quando giocavo io: piccoli team e al massimo vincevamo un mouse nei negozi di hardware che organizzavano i tornei, ora magari in palio ci sono milioni. A volte capita di trovarmi contro gente con cui ho iniziato".

Testa agli eSports, ma con la musica non è chiusa: anche se non facile gestirsi...
"Ora devo rimettere un po' la testa a posto con la musica (ride, ndr). Il mondo degli eSports, pur non essendo decollato del tutto, in realtà porta via molto tempo ed energie. Sono spesso in ritardo con gli impegni musicali e devo organizzarmi con Matteo, che ha anche lui i suoi impegni".

Ci sono nuovi progetti?
"Sì, abbiamo in cantiere un 'best' con tante collaborazioni con amici e artisti sulla scena odierna. Metteremo un po' in 'pausa' i nostri impegni e ci concentreremo sulla musica".

Tornando al lavoro dietro le quinte nel mondo virtuale, come è nato il progetto Mkers e come si struttura?
"Progetti come questo nascono con ragazzi che vogliono mettersi alla prova, poi però ci vuole organizzazione aziendale con tanti ruoli per creare brand e struttura efficiente su tutti i fronti. Per esempio, abbiamo vari dipartimenti per la comunicazione: chi fa comunicati, chi gestisce i social del team e di tutti i player, chi i rapporti con la stampa, chi con altre situazioni simili alla nostra; poi ci sono i grafici e la gestione del sito, tutto deve essere coerente. Gestire i social non è una sciocchezza. La parola chiave è sempre comunicazione e questa è strettamente connessa al settore sportivo: ogni giocatore comunica con team, ci sono calendari condivisi. Tutto comunque parte sempre dallo sportivo che sia single o multiplayer".

Proprio su questo aspetto c'è una forte distinzione nella sezione dedicata al calcio virtuale: da Fifa Ultimate Team (dove spiccano i player Daniele 'IcePrinsipe' Paolucci, 'Gianky09' e 'Giovhy69') e Pro Club. La gestione dei singoli, forse, è la più semplice.
"Assolutamente, perché i player arrivano già capaci e hanno risultati alle spalle. Noi facciamo un lavoro successivo, monitoraggio e capire dove lavorare. Prinsipe come tutti i nostri ragazzi, ad esempio, si riguardano tutte le partite, gli errori, proprio come fanno i calciatori: è fondamentale per capire come e dove si può migliorare. Ci sono cose che si possono allenare, altre no: di sicuro non i rigori, che sono terribili! (ride, ndr). C'è un coach che instrada i player, poi per i torneo lavoriamo molto anche sull'aspetto psicologico con un mental coach: giocare live è diverso rispetto a giocare da casa".

E multiplayer?
"E' più complicato, non solo per il calcio ma anche per altri titoli come 'CS:GO' ('Counter Strike: Global Offensive'): serve coordinazione, ognuno ha il suo ruolo, il lavoro va sia sul singolo che sul collettivo. E fondamentale è la comunicazione, in questo senso in alcuni essere tutti della stessa nazione è importante se non essenziale per coordinarsi all'istante".
Torniamo ai singoli e alle soddisfazioni: IcePrinsipe e Kurt (rispettivamente su Playstation 4 e Xbox One) hanno portato il Team Mkers alle finali del Mondiale per Club di Fifa 18. Come ci si prepara ora?
"Prima volta per noi in questa competizione, che goduria essere gli unici italiani ed essere tra i primi sedici al mondo, è bellissimo! Ora però dobbiamo iniziare a prepararci dal punto di vista mentale e ad allenarci, con qualche differenza. Dobbiamo studiare gli altri giocatori, lo abbiamo capito a Napoli (dove si è disputato il campionato italiano, qualifier per il Mondiale) dove i nostri avversari ci avevano effettivamente studiati: dobbiamo capire i punti deboli dei nostri rivali e sfruttarli come hanno fatto con noi".

Proprio rispetto a Napoli ci saranno molte differenze.
"A Napoli è andata bene, peccato per la sconfitta di IcePrinsipe in finale il livello al Mondiale per Club però sarà più alto soprattutto per la tensione. Ma Daniele sa gestirla".

L'ingresso di Kurt nella vostra squadra è stata una sorpresa, come è nata?
"E' un caro amico di Daniele e c'era già un buon rapporto e appena si è potuto, abbiamo creato questo team perfetto. Abbiamo un altro giocatore in Brasile su Xbox, ma credo che puntare su Kurt sia stata una mossa vincente".

Un supporto ai giocatori, ma nel vostro lavoro background c'è molto di più.
"Non è solo supporto logistico o di comunicazione ai pro player, da solo il gamer non può farcela. Come team dopo un po' si capisce di essere davvero un appoggio importante per i giocatori: non sono solo soldi, è una questione di contesto, dopo un po' pochi capiscono le dinamiche delle competizioni. Supporto di squadra, il concetto di gruppo si sente tantissimo: anche se negli ultimi momenti prima della partita ti isoli, sai di non essere solo, alle spalle c'è la fatica di tutti che ti spinge e ti dà forza e voglia di ripagare la fiducia data. E' passione, è così che un cantante si 'dimentica' del suo lavoro per dedicarsi ad un team (sorride, ndr)".

Soddisfazione umane e sportive, ma anche a livello imprenditoriale non si scherza.
"E' coinvolgente, soprattutto perché è un mercato esploso ovunque tranne che in Italia. Quindi provi a creare qualcosa di diverso e si raccolgono bei risultati: soprattutto la fiducia di chi magari non aveva il coraggio di entrare in questo mondo e, invece, grazie al tuo lavoro ci si affaccia creando nuove opportunità lavorative".

Torniamo per chiudere al Mondiale per Club: qual è l'obiettivo?
"Come sempre, vincere. Puntavamo a passare le qualificazioni, soprattutto contro due realtà italiane che avevamo nello stesso girone e lo abbiamo fatto. E' una soddisfazione, ma come vincitori abbiamo sempre qualcosa da perdere più degli altri: siamo contenti di come è andata, ora tifiamo per Prinsipe e Kurt".

Facciamo una promessa in caso di vittoria.
"Se vinciamo il Mondiale facciamo apposta una canzone per la vittoria, nel senso: proprio un featuring con Daniele, che ora ha la fissa della musica... (ride, ndr)".



@Albri_Fede90