E dunque: sei al Bernabeu, ti scappa la pipì, solo che siamo alla mezzora della ripresa e rischi di perderti l’assalto finale dei Blancos. E allora che si fa? Vado o non vado? Vai pure, amico. Il Real Madrid ha pensato anche a te e ai tuoi bisogni fisiologici. Nei lavori di ristrutturazione previsti, verranno installati dei video negli orinatoi, quelli a muro, dove ci si piazza uno a fianco all’altro e ci si contorce per evitare schizzi altrui. Puoi startene lì tranquillo e goderti un tiro dal limite di Isco, un cross di Marcelo, un dribbling di Bale. Detto che al Bernabeu volano alto e considerate le condizioni vergognose in cui versa la maggior parte dei bagni negli stadi italiani, il club sa che il tifoso è prima di tutto un cliente.

Ristoranti, attività commerciali, aree dedicate ai bambini, store dove si vende di tutto e musei ormai stanno prendendo piede nei top-club di tutto il mondo. E fin qua ci siamo. Ogni tanto si va oltre. E spulciando qua e là si trova una mappa di diavolerie inimmaginabili. A Gspon, sulle Alpi Svizzere, c’è una funivia che conduce direttamente in campo: tu scendi, paghi il biglietto e ti siedi in tribuna. E dall’alto dei 2000 metri ti godi un panorama fantastico. Non stupitevi: a Venezia si va allo stadio in vaporetto e quello che vedi dalla tribuna è il campanile di San Marco. A Singapore invece in tribuna sono accatastati salvagente, che non si sa mai. Il campo in effetti galleggia sull’acqua, quindi meglio cautelarsi. Sotto la gradinata Sud del Vicente Calderon, ex tana dell’Atletico Madrid di Simeone, c’era l’«Espacio Memorial», uno spazio di due ampie sale che ospita 4.200 urne per chi dopo aver tifato da vivo lo farà anche oltre. Strano? Ma va là. Basta andare in Slovacchia dove, fino a poco tempo fa, una linea ferrata passava accanto alla linea laterale di uno stadio dilettantistico. Della serie: quel terzino va come un treno, come no.
Con i suoi 4.380 metri d’altitudine lo stadio Daniel Alcides Carrión di Cerro de Pasco in Perù è l’impianto di calcio più «alto» del mondo: normale che negli spogliatoi ci siano tanti palloni quante bombole di ossigeno. A Lione c’è una vera e propria birreria a l’ingresso della curva. Il Peter Mokaba Stadium di Polokwane, in Sudafrica, era uno degli impianti del Mondiale 2010. Ci si entrava attraversando - letteralmente - un centro commerciale, tra negozi di abbigliamento e attività di ristorazione. Al Dall’Ara si organizzano corsi di cucina in Terrazza Bernardini. Per fortuna, non durante le partite dei rossoblù di Pippo Inzaghi. La parola d’ordine è sempre quella: far spendere il tifoso-cliente. Metterlo comodo, come ha fatto la catena alberghiera Marriot che a Monaco ha costruito un albergo con vista sull’Allianz Arena. Cambiando sport, il (di)letto non cambia. Negli Stati Uniti ad Arlington (Texas) il Cowboys Stadium, che ha ospitato il Super Bowl 2011 ad Arlington, prevede anche l’accoglienza in 325 suite. Ovvero: come godersi lo spettacolo, direttamente dalla tua camera da letto. E lo spettacolo non sei tu. E nemmeno chi ti sta vicino.