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27 ottobre 2018-23 novembre 2019: 391 giorni, la durata del calvario di Giacomo Baonaventura. Il centrocampista del Milan riportò una lesione al ginocchio sinistro, che lo vide costretto a sottoporsi a un'operazione chirurgica per ricostruirne la cartilagine e comportò più di un anno di stop: buio profondo, per un calciatore da sempre abituato a essere protagonista nei rossoneri, forse dal punto di vista della continuità il migliore del Diavolo negli ultimi anni. Poi lo stop e una situazione mai vissuta prima.

IL GOL AL NAPOLI DI ANCELOTTI E IL MENTORE GATTUSO - Il ritorno avviene proprio durante questa stagione: qualche partita in panchina con Marco Giampaolo, poi la prima da titolare ma soprattutto la luce dopo le tenebre, il gran gol con cui sblocca il match di San Siro contro il Napoli di Carlo Ancelotti. Esattamente un girone fa, quante cose sono cambiate da allora: innanzitutto Jack ritrova sulla panchina dei partenopei l'allenatore che più ha creduto in lui, quel Gennaro Gattuso che lo schierava sempre dal 1' e se possibile non lo sostituiva mai. Un vero e proprio mentore, consapevole dell'importanza del jolly marchigiano nello scacchiere rossonero.

IL DODICESIMO UOMO E GLI ASSIST CONTRO LAZIO E JUVE -  E' cambiato anche il ruolo di Bonaventura, all'interno del Milan di Pioli: da quel gol al rientro infatti Jack è diventato più una sorta di dodicesimo uomo che un vero e proprio punto fermo. Qualche partenza da titolare e tanti ingressi dalla panchina, spesso proficui, come avvenuto nelle ultime gare contro Lazio e Juventus: due assist decisivi per Rebic, due giocate sopraffine, per uno che il pallone lo sa trattare, e anche bene. Questa sera il Napoli, ancora dalla panchina, ancora per dimostrare il proprio valore da subentrato.
FUTURO LONTANO DA MILANO: RAIOLA PENSA A TORO, ATALANTA E FIORENTINA... - Tutto questo però non mette in dubbio quello che sarà il suo futuro, lontano da Milano: il contratto in scadenza non verrà rinnovato dal Milan, che non ha fatto pervenire alcuna proposta all'agente del giocatore, Mino RaiolaDopo sei anni sarà dunque addio, a meno di clamorosi ribaltoni che al momento non sono assolutamente preventivabili: sul classe 1989 ci sono forti Torino, Atalanta e Fiorentina. I granata, per mezzo del direttore sportivo Davide Vagnati, avrebbero già fissato un incontro con il procuratore italo-olandese. Ora però restano le ultime partite in rossonero, per dimostrare a Elliott e al prossimo allenatore Rangnick quello che si perderanno.

@AleDigio89