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A riposo forzato per mancanza di partite, i nostri giornalisti inviati di Centesimo minuto in queste settimane mettono a disposizione la loro esperienza e i loro vissuti con una serie di articoli legati a situazioni di cui sono stati 'Testimoni oculari'. 

Pensavo di averle viste tutte... Gli amici di Calciomercato.com hanno suggerito di tentare un racconto tessuto con il filo di questa emozione. Tutte no, ma pensavo di averne vista qualcuna. In un tempo lontano lontano, per lavoro vengo invitato/inviato a raccontare niente meno che un po' di Sudamerica. Mi dicono: scegli il paese da cui cominciare. Trentenne goloso, scelgo ovviamente il Brasile. San Paolo, prima sera, già invito a cena in casa di buona borghesia locale. Mi vengono a prendere in auto, penso per non farmi smarrire nella metropoli, mi vengono a prendere fin dalla porta dell'hotel uomini armati, armati di visibili ed esibite pistole. Al cancello e poi al portone dell'indirizzo di arrivo, uomini armati...di mitra. Scoprirò in fretta che è la normalità, l'ovvio se la cena, gli indirizzi e i movimenti sono di gente che può avere denaro in tasca o essere oggetto di mini rapimento in cambio di mini riscatto. Chiedo: quanto? Risposta: anche per 100 dollari.

Poi, dopo San Paulo, Rio. Dove scoprirò che prendendo il bus si può entrare a far parte di un tiroteo. Cosa è il tiroteo? E' che uno tira fuori la pistola per fermare il bus e rapinare i passeggeri e un altro o altri due (passeggeri) tirano fuori la pistola e reagiscono e altri dalla strada tirano fuori la pistola per aiutare il rapinatore...e tutti sparano. Quanti tiroteo allora a Rio? Una ventina in media. Al mese? No, al giorno. Quanto si tirava su in media da un tiroteo andato a buon fine? Più o meno 100 dollari. Gli stessi 100 dollari più o meno con cui in Perù, nel Perù della guerra civile, compravi informazioni. Informazioni sulla guerriglia, su Sendero Luminoso, sui battaglioni da ricerca e distruggi stile Vietnam.

Dopo il Brasile mi chiedono di andare in un altro paese. Scarto il Cile: troppa dittatura, troppo Pinochet, finisce che mi faccio male. Scelgo il Perù, atterro all'aeroporto di Lima e lì resto: la strada per la città è sotto attacco guerrigliero. Proprio una scelta tranquilla la mia. Trovo un'auto e un'autista disposto ad aggirare posti di blocco, costo: 100 dollari. Mi suona familiare. Nei pueblo jovenes di Lima (l'equivalente peruano della favelas) apprenderò che 100 dollari è il guadagno di chi si mette in pancia ovuli di cocaina per portarli all'estero. Nelle vie di Lima e nei ristoranti splendidi sull'Oceano, due passi da Callao - carcere principale - apprenderò che 100 dollari è la tariffa per non farsi disturbare dalla polizia. Farò a tempo a quel tempo a fare una puntata in Argentina e poi in Bolivia: anche lì il prezzo medio di una vita umana, il valore di mercato, si aggirava sui cento dollari. Se non li avevi, era plausibile rischiassi anche la pelle per averli cento dollari. Se li avevi, sapevi come usarli e mostrarli, cento dollari ti proteggevano.
Più o meno in quel tanto tempo fa...Africa, l'Africa che hai visto solo nei film invece dal vero. Tanzania, Uganda, Mozambico. Quando in strada pensi di avere un calo di vista perché non distingui bene i lineamenti di chi ti cammina incontro. Non distingui i lineamenti perché non li ha più, sei di fronte a un lebbroso. Quando attraversi, passi in un villaggio di capanne giallo rossastre, terra e paglia, fango e foglie.

E bambini, tanti. I bambini, quelli con la pancia abnorme da denutrizione, e le mosche fisse sul volto che neanche le scacciano più. I bambini ti corrono attorno, fanno cerchio intorno a te. Chiedono, chiedono...cosa chiedono? Soldi, cibo? No, sanno che hai con te almeno un po' della cosa più preziosa e quella ti chiedono. Cosa, che cosa qui è più prezioso del denaro? Le medicine. Da discreto occidentale ipocondriaco di medicine in Africa ne hai portate mica poche. Le regali, tutte. Non è che ti ringraziano, ti guardano come fosse una divinità, magari aliena, ma divinità, o come fossi un mago che dispensa magia: hai letteralmente dispensato, regalato vita. Cento dollari e medicine, ho visto essere questa la misura e la chiave della vita. Qui e oggi 100 dollari li ho, anche mille. E medicine e farmaci quanti ne voglio. Ma non sono per nulla al riparo e per nulla invulnerabile.

Anzi mi vedo chiedermi fino a quando gli umani, le società umane, quelle almeno in cui vivo, potranno permettersi di dire e agire secondo principio e valore che la vita umana non ha prezzo. Un calcolo è stato fatto e posto alla base della tremenda domanda: 60 mila dollari a famiglia negli Usa per evitare una quota di morti da coronavirus. No, questa domanda non l'avevo mai vista, mai pensavo di vederla e temo di vedere la risposta, qualunque essa sia.