Crisi economiche, casi giudiziari, fallimenti. Negli ultimi anni sembra essere questo il ritornello di una Serie C sempre più in mezzo alla tempesta; una Serie C che si trova fin troppo spesso a dover fare i conti con le vicende extra campo. Anche la stagione in corso non ha fatto eccezione, con il fallimento del Modena e la situazione tragica del Vicenza; in questo mare di difficoltà, però, c’è anche chi riesce a costruire realtà positive, che danno la spinta al movimento calcistico e creano storie appassionanti per tutti coloro che sono stanchi di interessarsi alle vicende giudiziarie e vogliono parlare solo di pallone. E in questo senso, una delle migliori realtà di questa Serie C è sicuramente quella di Renate, la squadra di un piccolo comune di appena 4mila abitanti (il più piccolo d’Italia a poter vantare una squadra professionista), che sta lottando da protagonista per strappare un biglietto per la Serie B. 

SOLIDA REALTÀ - Dal momento della sua fondazione nel 1947, il Renate ha fatto tantissima strada ed ha superato ogni tipo di difficoltà, arrivando a consolidarsi negli ultimi anni come realtà di spessore del calcio professionistico. Nato su iniziativa di un gruppo di abitanti del posto, che hanno scelto il nero e l’azzurro come colori sociali in onore dell’Inter, il Renate è stato protagonista di un percorso travagliato; negli anni ‘60, infatti, il club fu salvato dall’allora parroco, Don Pasquale Zanzi, che creò una squadra di ragazzi dell’oratorio per permettere ai nerazzurri di proseguire le attività sportive. E dopo tanti passati a giocare nei campi di provincia e nelle leghe dilettantistiche, è arrivata, nel 2010, la consacrazione del fenomeno Renate, con una storica promozione in Lega Pro. Da allora le Pantere, che negli ultimi 25 anni sono sempre state guidate da Luigi Spreafico e Giancarlo Citterio, ormai presidenti storici (ribattezzati ‘presidentissimi’ dai tifosi), hanno ottenuto solo successi: basti pensare che l’ultima retrocessione della squadra risale ad oltre 50 anni fa (anche se nel 2007 il Renate perse i play-out sul campo, venendo poi riammesso alla Lega Pro). La vera svolta, però, è arrivata questa stagione, con il Renate che, dopo qualche campionato passato nell’anonimato, si sta imponendo come una delle migliori realtà della Serie C. Tra le note più positive di questo Renate, autore di una stagione incredibile, c’è sicuramente un gruppo affiatato formato da tanti italiani, con un’età media di poco superiore ai 24 anni. Decisivo, per ottenere risultati di successo, è stato anche l’ambiente, che non ha mai smesso di supportare il club del proprio paese, dando un contributo decisivo nel trasformare il Renate da piccola provinciale, a realtà di primo livello in questo calcio governato dal vile dio denaro, dove molto spesso non sembra esserci spazio per la passione. Questi sono i segreti di un club arrivato dal nulla, creato e salvato dalla sua gente, che dai campi di provincia è passato al professionismo; che dall’oratorio è arrivato, nel 2007 (in occasione dei suoi 60 anni di storia), a giocare una partita amichevole sul campo del Nottingham Forest, una delle squadre più blasonate nella storia del calcio inglese.

MERCATO DA ‘SERIE A’ - Il calcio, però, non vive solo di ricordi e amore, e il Renate deve continuare a correre veloce per poter sognare ancora. Per far sognare sempre di più la sua gente. E se la situazione di classifica, al momento, è estremamente positiva, manca ancora qualcosa per fare il definitivo salto di qualità. Ecco perché, in questa finestra di mercato, i dirigenti del Renate hanno deciso di fare affari solo con club di Serie A: in uscita c’è stato l’addio di Andrea Benedetti, giovanissima promessa classe 2003, che ha lasciato le giovanili del Renate per trasferirsi all’Inter. Per quanto riguarda il mercato in entrata, invece, le Pantere hanno piazzato un colpo importante con l’arrivo in prestito, ufficializzato nelle ultime ore, di Manuel De Luca dal Torino. L’attaccante classe ‘98 è stato grande protagonista negli anni scorsi con la maglia della Primavera granata (13 gol in 34 partite), mentre questa stagione è sempre stato aggregato alla prima squadra, con la quale ha debuttato nel derby di Coppa Italia perso dal Torino contro la Juventus. Un colpo che ha il retrogusto della Serie A per questo Renate che, partito da lontano, sta dando una grande lezione al mondo del calcio, dimostrando che serietà, programmazione e passione, talvolta, sono più che sufficienti per conquistare traguardi di grande prestigio.