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Mourinho e la Roma, c'eravamo tanto odiati... E' proprio lo Special One l'uomo a cui viene affidata la successione di Paulo Fonseca e il compito di risollevare una squadra che si avvia a concludere una delle peggiori stagioni della sua storia recente, nonostante il raggiungimento di una semifinale di Europa League. Fortemente compromessa col pesantissimo 2-6 di Old Trafford. E pensare che, nella precedente esperienza italiana alla guida dell'Inter, tra il tecnico portoghese e il club giallorosso non sempre sono stati rose e fiori. Anzi...

ZERU TITULI - Era il 3 marzo 2009 quando Mourinho, nel corso di una conferenza stampa passata agli annali, pronunciò il famoso discorso sulla prostituzione intellettuale e in particolare sugli zeru tituli: "A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l'onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l'opinione pubblica per un mondo che non è il mio. Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali". L'antefatto era rappresentato dalle polemiche della Roma per la direzione arbitrale di tre giorni prima di Rizzoli in una sfida tra nerazzurri e giallorossi terminata con un pirotecnico 3-3 e caratterizzata dalla rimonta interista avviata dal discusso calcio di rigore poi trasformato da Balotelli.
Inter e Roma, spesso l'una di fronte all'altra in quegli anni a contendersi finali di Supercoppa Italiana e Coppa Italia, ma soprattutto lo scudetto del 2010, nelle mani del club capitolino fino a pochissime giornate dalla conclusione, quando Pazzini e Cassano mandarono in frantumi il sogno della formazione di Ranieri e consegnarono ai nerazzurri il secondo tassello del Triplete della leggenda, dopo che anche la Coppa Italia era andata alla società milanese, con la finale dell'Olimpico risolta dalla rete di Milito e contraddistinta anche dal calcione da rosso di Totti a Balotelli. E da una vigilia nella quale Mourinho e la presidentessa della Roma Rosella Sensi non se le erano mandate a dire. "Vergogna è rubare. Se l’Inter arriva a giocare la finale di Coppa Italia, di Champions League e a giocarsi lo scudetto, esigo rispetto. La signora può essere il presidente, può essere nata in una culla d’oro, ma rispetti la mia squadra e i miei giocatori", disse lo Special One esattamente 10 anni fa dopo un ulteriore giro di polemiche dalla Capitale per una controversa vittoria in campionato sulla Lazio. A pochi giorni di distanza, Rosella Sensi avrebbe replicato con toni altrettanto perentori: "Reazioni a freddo del genere non sono giustificabili, possono istigare alla violenza. Non ho voluto parlare per un senso di reponsabilità, ho mantenuto la calma. Dispiace che qualche tifoso se la sia presa, ma spesso il silenzio costa più che parlare".

Tra Mourinho e la Roma oggi è davvero tutta un'altra storia: della serie, c'eravamo tanto odiati...