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Fischi ai calciatori che s'inginocchiano. Succede negli Usa, il paese dove “black lives matters” non ancora abbastanza. E succede a Dallas, nei minuti che precedono la gara di Major League Soccer (MLS) disputata ieri fra la squadra locale e il Nashville. Il risultato premierà gli ospiti grazie a un gol segnato da David Accam a 4 minuti dalla fine. E per Nashville si tratta della prima, storica vittoria in MLS poiché la franchigia è stata appena ammessa alla lega suprema del calcio USA.

Ma l'aspetto agonistico aveva perso senso da prima che venisse dato il calcio d'inizio. Perché a dare significato alla partita giocata al Dallas Stadium sono stati i fischi e gli ululati di disapprovazione espressi dallo sparuto pubblico in tribuna all'indirizzo dei calciatori (e del team arbitrale), che si erano inginocchiati al momento dell'esecuzione dell'inno nazionale inscenando la consolidata protesta contro le discriminazioni razziali nel paese. Un atteggiamento sconcertante, che ha provocato la reazione piccata da parte del difensore di Dallas, Reggie Cannon. Durante la conferenza stampa del post partita Cannon si è lasciato andare a un lungo sfogo in cui ha definito “disgustoso” l'atteggiamento del pubblico.
E a supporto suo e dell'atto compiuto dai calciatori e dai giudici di gara sono giunti i comunicati di solidarietà e appoggio emessi dalla Major League Soccer, e da Dan Hunt e Clark Hunt, rispettivamente presidente e CEO di FC Dallas. Atti dovuti, in un paese che in materia di superamento di discriminazioni verso la popolazione di pelle nera non riesce proprio a compiere lo scatto decisivo. E che durante la presidenza di Donald Trump ha visto precipitare al rango di barbarie il confronto delle idee.
@pippoevai