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La trattativa con il Manchester City è partita, l'Inter ha già il consenso del giocatore: dopo Godin, Danilo è vicino a diventare il secondo grande colpo della gestione Marotta. Otto anni dopo i primi contatti, il terzino brasiliano è a un passo dal vestire il nero e l'azzurro, due colori che in carriera ha solo sfiorato. Per capire cosa è successo, riavvolgiamo il nastro al 2011: l'Inter è alla ricerca di un terzino destro e ipnotizzata dalle prestazioni di Maicon (la fascia nell'anno del Triplete, era cosa sua) decide di prendere un brasiliano. Ci prova per Danilo, il ragazzo più allettante sulla piazza verdeoro, ma si deve accontentare di Jonathan. E' un colpo mancato, certo, ma la storia che lega in nerazzurri al suo prossimo difensore è appena cominciata. Il paragone con Maicon è fuorviante: Danilo è dinamico, versatile, un difensore che non ha mai nascosto l'attitudine ad accentrarsi fino a giocare, al Santos, anche da centrocampista: in quei 100 metri quadri che partono dalla bandierina del calcio d'angolo, lui si adatta.

INIZIO CARRIERA - Scuola Santos, come buona parte dei CV dei talenti brasiliani, Danilo non fa eccezione. Segna un gol al Penarol in finale di Copa Libertadores nel 2011 e nello stesso anno si mette al collo la medaglia d'oro del Campionato sub 20 sudamericano (assieme ad Alex Sandro, Oscar, Coutinho e Allan, tra i tanti) e soprattutto del Mondiale di categoria. Sempre con la Seleçao nel 2012 arriva secondo ai Giochi Olimpici di Londra, a ragione del Messico che vince 2-1.

L'ARRIVO IN EUROPA - E' il momento della storia in cui o chiama l'Europa o hai il telefono staccato: dall'altra parte della cornetta c'è il Porto di Lopetegui che versa 11 milioni al Santos e mette nel contratto una clausola di 50 milioni. In Portogallo colleziona due campionati lusitani e due supercoppe, nel 2015 alla finestra arriva il Real Madrid che in una sola notte conclude un affare da 30 milioni di euro

LUCI E OMBRE AL BERNABEU - A Madrid, nonostante una presentazione che fa il giro del web per motivi diametralmente opposti agli annunci dei top player (non è riuscito al palleggiare al Bernabeu) ha la possibilità di fare il vero salto di qualità, ma finisce per diventare la seconda scelta di Carvajal. Nonostante questo non smette di vincere. La prima delle due Champions League della sua carriera la alza nel 2016 contro l'Atletico Madrid a San Siro, punto di intreccio di questa storia: Danilo subentra proprio al Carvajal a inizio secondo tempo, giocando poi i supplementari fino ai trionfanti rigori. E' questo trofeo ad evitare un clamoroso passaggio al Barcellona, sponsorizzato da Neymar, suo amico e compagno ai tempi del Santos.

SECONDA SCELTA - Nel luglio del 2017, dopo la seconda Champions, l'arrivo, per circa 40 milioni, al Manchester City di Guardiola, che batte la concorrenza della Juve e di Marotta, suo grande estimatore. Incredibilmente però non trova molto spazio; Guardiola "attento ai dettagli come nessuno" (parole sue) non riesce ad avere le risposte che cerca né da terzino né da terzo di difesa, il brasiliano diventa presto un'alternativa. In questa stagione colleziona solo 9 partite in Premier (un bilancio legato anche a un infortunio alla caviglia), una di questa a Newcastle, dove un suo erroraccio costa la sconfitta e rischia di compromettere la corsa del City al titolo. Guardiola decide così di rinunciare a lui e di metterlo sul mercato. Il suo futuro, lontano da Etihad, potrebbe essere a San Siro. Dove ha vinto una Champions, dove gioca l'Inter, otto anni dopo, pronta a chiudere il cerchio.