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  • De Laurentiis 'incatena' Giuntoli per non mandarlo alla Juve. I contratti hanno diritti e doveri, rischia una causa

    De Laurentiis 'incatena' Giuntoli per non mandarlo alla Juve. I contratti hanno diritti e doveri, rischia una causa

    • Giancarlo Padovan
      Giancarlo Padovan
    Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, deve avere un concetto tutto suo dei lavorotari e dei contratti che ne regolano le prestazioni. Soprattutto non contempla, non si sa poi perché, il libero istituto delle dimissioni che vengono presentate o rassegnate quando si vuole cambiare posto e datore di lavoro. Per cui, se il suo dipendente Cristiano Giuntoli, vuole andare alla Juventus ed è disposto a dimettersi, il presidentre gli nega questa opportunità adducendo che “Giuntoli ha un contratto”. Come se avere il contratto fosse uguale ad avere una catena alla caviglia o al polso e obbligasse a restare, anche quando mancano la voglia o le condizioni.

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    Ma restiamo, per un momento, alla parola contratto che, come il presidente sa benissimo, si stipula tra due parti. Se esistono i diritti dei contraenti, esistono anche i doveri. E quindi, quando mi capita di leggere che De Laurentiis, pur avendo un contratto in essere con Giuntoli, ignora o esclude il direttore dalle sue attività per pura ritorsione, mi vien da chiedere se, in materia di diritto del lavoro, chi scrive sia informato.

    Perché, al pari di De Laurentiis, anche Giuntoli è garantito da un contratto, nel quale c’è scritto che fa il direttore sportivo e si occupa del mercato. Nel caso in cui, invece, il presidente lo demansionasse (quindi lo utilizzasse per compito diverso da quello di diesse) o lo rimuovesse senza motivo potrebbe (e dovrebbe) essere Giuntoli ad agire contro di lui.

    In tutti gli altri casi (dal licenziamento per giusta causa all’accettazione delle dimissioni), il direttore gongolerebbe: nel primo caso, perché voglio proprio vedere su cosa si potrebbe basare la giusta causa; nel secondo, perché Giuntoli non chiede di meglio che essere licenziato. Ovviamente ricevendo il trattamento di fine rapporto e tutti i bonus di cui è scritto nel contratto. Che c’è. Ma vale per due.

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