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Futuro in bilico: "La Juve farà i conti. Io all'Atalanta? Solo gossip".
Del Neri rilancia il 4-4-2 e Del Piero.
Per rinnovare la Juve, stasera contro il Catania Gigi Del Neri s'affida all'usato, spesso sicuro: Alex Del Piero e l'amato 4-4-2, telaio per il quale il capitano è diventato più prezioso di un kers. Parola di progettista: «Del Piero gioca, dall'inizio - attacca il tecnico bianconero - e torno a ripetere una cosa: non è che abbiamo abbandonato il 4-4-2 così, a caso». Pausa. «L'abbiamo abbandonato in un momento particolare, perché aspettavamo un giocatore che ci potesse dare degli equilibri importanti, come Alex appunto. Adesso sta bene, e quindi riprenderà il suo posto».

Toccherà a lui, allora, tirare l'improbabile volata Champions, a una squadra che s'è messa comunque a viaggiare spedita rispetto ai Gp invernali: «Dieci punti in quattro partite non mi sembrano così male - bofonchia con apprezzabile ironia Del Neri - sembra invece che arriviamo da cinque-sei sconfitte di fila. L'ambiente è bello, molto sereno». Altra mini-pausa. «Parlo del vostro, non del mio. Il mio è molto sereno». Per la Champions, ora lontana otto punti, non basterà però vincere la cinquina che manca: «Dipende dagli altri. Se tutti quanti vincono, è difficile».

Di pari passo, filano le quotazioni sulla conferma dell'allenatore, che i bookmakers ritoccano a ogni partita, e che l'ad Beppe Marotta ha rinviato a fine stagione. Nonostante un contratto, nero su bianco, anche per la prossima stagione. «Cosa cambia? - ha ribattuto Del Neri -. Sono tre mesi che parliamo di questa cosa e continuiamo a parlarne. Sembra sia l'unica cosa che interessi. Io penso invece che interessi molto di più il campionato, a me personalmente: la partita e i miei giocatori. Queste teorie... È giusto che la società faccia i suoi conti a fine anno, faccia le sue riflessioni e decida quello che deve decidere. Il mio compito è lavorare al massimo con i miei giocatori e cercare di produrre il massimo da qui alla fine».

Mica finita. Dalle parti di Bergamo, siti web e giornali, si narrano avvistamenti in città, addirittura a Zingonia, casa Atalanta. A pranzo, in trattoria. Del Neri non si scompone, anzi risponde, e ormai a ogni latitudine, è già un bel lusso. E con il tono deciso, ne esce pure un discreto show. «Fate gossip». E al gossip, Gigi risponde con lo shopping. «Sono affari miei. E non mi interessa smentire. Ma non mi interessa smentire neanche quando vado a Verona, quando vado a Milano. Potrei anche essere andato a Bergamo per prendere dei vestiti. O a Verona anche. A Zingonia è difficile, personalmente».

E ancora: «Siccome si dicono in giro un sacco di storie, ognuno pensi quello che vuole. Non devo rendere conto a nessuno di quello che faccio giornalmente. È dura che io renda conto a qualcuno di cose che non vi interessano. Ma, ripeto, difficilmente mi muovo per lavoro. Il mio lavoro è a Torino e continuerà a Torino». Ci sarebbe anche la partita, sospira: «Ne parliamo? Probabilmente i gossip sono più importanti della partita. I gossip, cioè, da morir dal ridere. O no? Finito?» No, c'è ancora l'argomento contestazione, giocando all'Olimpico. Dove la curva lo fischia: «Ognuno può fare quello che vuole, io vado avanti per la mia strada. Sono cosciente. L'importante è che la squadra continui a lottare per poter tentare di vincere». Ancora senza Chiellini, e Pepe, sacrificato dal 4-4-2 che Del Piero dovrà riaccendere. Il resto, è gossip.