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'La Lazio? Fosse dipeso da me, non sarei mai andato via...'. Lo ha dichiarato l'ex allenatore biancoceleste Delio Rossi in un'intervista rilasciata a Il Messaggero. 'Quattro anni in biancoceleste lasciano il segno: mi sono legato a questi colori, ho scelto Roma come città dove vivere, è stata la società più importante della mia carriera - le sue parole -. Se i tifosi mi vogliono ancora bene, hanno apprezzato il lavoro e i risultati: meritano una grande squadra. Nono posto deludente? Sì, perché la Lazio non è entrata nemmeno in Europa; questa è una squadra che può essere catalogata tra il quarto posto, quando tutto le gira bene, e il settimo. Ma il Milan, per aspettative e risorse, ha fatto peggio. La protesta della Curva? Alla lunga può influire. Non può esistere una squadra senza la sua gente, lo sa anche il presidente Lotito, ed è una situazione che rischia di diventare un alibi per i calciatori. Zarate? Ragazzo dalla tecnica raffinata, rovinato da quelli che gli stavano attorno. Un peccato averlo perso. Keita? Anche lui è un talento naturale. Deve limare alcuni difetti, non va responsabilizzato troppo, bisogna lasciarlo crescere e va ripreso quando commette qualche errore. Guai a dirgli che è un fenomeno, sempre e comunque; è meno attaccante di Zarate ma ha qualità eccezionali per diventare in fretta un numero uno. La Roma? Mi ha stupito per la capacità di ripartire, dopo due annate negative, e per qualità di gioco espressa. Il mio futuro? Ho ancora un anno di contratto con la Sampdoria, però sto valutando altre possibilità, sia in Italia che all'estero. In questi mesi mi sono dedicato alla famiglia e ho seguito qualche partita. Il calcio attivo mi manca'.