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C'è chi dice no. Alla Juve. Addirittura due volte nel giro di pochi mesi. Hai capito questo ragazzino tedesco che si chiama Kempf, deciso a festeggiare il suo diciottesimo compleanno in Germania, tra dieci giorni, magari in prestito ad una squadra di B tedesca. Il suo ruolo è difensore, eppure lui gioca all'attacco, senza paura, passando per presuntuoso magari ma sicuramente con la personalità di un veterano. La squadra che detiene il suo cartellino è l'Eintracht Francoforte, che dall'estate scorsa ha raggiunto un accordo con la Juve per vendere il suo gioiellino. Ad agosto, i tentennamenti passarono quasi sotto traccia, nessun rancore da parte di Marotta e Paratici pronti a ripartire all'assalto, il talento ne vale la pena. Così, il 7 gennaio, Federico Cherubini (il vice di Paratici) vola in Germania per parlare con Kempf e il nuovo agente, ci sono anche intermediari e genitori, una riunione di famiglia. Niente da fare, nonostante l'intesa rinnovata con l'Eintracht, il tedeschino ha ridetto no, insensibile alle proposte bianconere,tanti soldi e allenamenti fissi con Conte. "Lo so già: non debutterei mai in mezzo a quei campioni e finire a giocare in Primavera lo riterrei un passo indietro". Deciso, irremovibile, un muro. Come in campo. Così la Juve se n'è fatta una ragione, ma non ha voluto che il viaggio si rivelasse tempo perso. E ha trattato l'acquisto per giugno del portiere Trapp, una p in più di Giovanni, uno dei tre migliori nella classifica di rendimento della Bundesliga, tanto che si parla di una sua convocazione per il Brasile. Ci sono anche Schalke e Arsenal, in Italia la Fiorentina. Ma a Torino questa volta si sono cautelati prima con il sì del giocatore e poi strappando una corsia preferenziale alla squadra più importante di Francoforte. Lì dove abita un ragazzino che s'è permesso il lusso di dire no alla Juventus. 

Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)