Mettiamo che contro gli USA, ancora una volta, l’Italia non avesse vinto e non avesse fatto gol, come invece le è riuscito solo al 93’ e 37 secondi con il subentrato Politano. Cosa sarebbe rimasto di questa amichevole belga con i ragazzi d’Oltreoceano? Almeno tre valutazioni positive. La prima: è vero che l’Italia non segna, ma è altrettanto vero che segnarle è molto difficile, quasi impossibile. La seconda: è vero che mancano gli attaccanti (dopo Immobile ha fallito anche Lasagna), ma è altrettanto vero che crescono centrocampisti (Sensi e Barella, oltre a Jorginho e Verratti) in grado di assicurare presente e futuro alla Nazionale. La terza: è vero che la nostra squadra ha contemplato tre esordienti, ma è altrettanto vero che Sensi (l’ho già detto), Grifo e Kean hanno fatto benissimo.

Il c.t. Roberto Mancini, dopo il Portogallo, ha rivoluzionato lo schieramento, ma non ha cambiato secondo il mio consiglio: nessun accenno di 4-4-2, ma casomai l’accentuazione del 4-3-3 con Lasagna punta centrale, Berardi più a sinistra che a destra, Chiesa all’esatto contrario. L’attaccante del’Udinese - fondamentale nello scampolo di partita disputato in Polonia - ha profondamente deluso. Se non stessi diventando vecchio e, dunque, inutilmente prudente, scriverei che ha dimostrato di non valere l’azzurro nemmeno in una partita che contava meno di quelle in Nations League. Nel primo tempo, Lasagna non ha toccato palla, accennando appena a qualche movimento. Nel secondo ha sbagliato tre gol che gridano vendetta. Il primo (58’) su straordinario assist di Bonucci che, di esterno destro, lo ha messo davanti al portiere statunitense, Horvath, il quale ha ribattuto in uscita. Il secondo (68’), imbeccato da una superlativa giocata di Verratti (ancora parata di Horvath che si è lamentato di un inesistente fuorigioco). Il terzo (83’) quando ha girato alto un pallone che Kean (entrato per Berardi) non aveva saputo controllare in area. Uscito all’85’ per lasciare il posto a Politano, Lasagna è stato fischiato da alcuni dei dodicimila italiani del Belgio presenti allo stadio.

Ora che il gol della vittoria sugli Usa sia stato segnato dall’interista è del tutto casuale, mentre non è stata per nulla casuale l’azione che ha portato all’1-0. La trama l’ha tessuta lo stesso Politano che, anzichè rimettere palla in mezzo, l’ ha controllata al limite dell’area, chiedendo poi il triangolo a Verratti. Il centrocampista del Psg gliel’ha concesso, ma la perla è stata di Gagliardini (subentrato a Barella) il quale, trovatosi sulla traiettoria, ha toccato sulla corsa di Politano che ha sfondato centralmente. Il controllo è stato felice, il gol facile.

L’Italia ha dominato, ovviamente ancor di più che contro il Portogallo, Nazionale campione d’Europa e di gran lunga superiore agli Stati Uniti, una sorta di sperimentale in attesa del nuovo c.t. (quello provvisorio è Sarachan). Solo nella prima parte di gara, gli azzurri hanno avuto un possesso di palla che ha raggiunto il 74 per cento, Sensi, da centrale di centrocampo, anche se si è alternato con Verratti, è quello che di palloni ne aveva toccati più di tutti (76). Gli americani hanno centrato la porta una sola volta in 94 minuti: con Zimmerman, di testa, che ha chiamato ad un grande intervento Sirigu, per il resto quasi inoperoso (ha deviato un tiro già destinato sul fondo solo al 90’).

Numerose e pregevoli, invece, le parate di Horvath, il migliore  tra gli avversari. Ha cominciato al 3’ su Chiesa (lancio di De Sciglio, buona la sua partita), ha proseguito su Bonucci (18’, assist di Sensi da punizione), ha insistito con Berardi (39’, palla a giro deviata), ha chiuso al 44’ con una respinta d’istinto (punizione di Verratti). Nella ripresa, oltre a fermare Lasagna, Horvath ha provveduto anche a volare su un tiro di Grifo, subentrato a Chiesa.

In una prestazione complessivamente ottima, mi chiedo perché Mancini abbia preferito lanciare Kean, anzichè Pavoletti. Detto che doveva uscire Lasagna, anziché l’acciaccato Berardi (buono solo per un tempo), penso che l’attaccante del Cagliari avrebbe fatto valere le sue qualità in una partita in cui il ricorso al cross (alto o basso) è stato frequente. Ma non mi pare il caso di elevare rilievi a Mancini: sta portando l’Italia a giocare meglio del recente passato, lancia ragazzi di grande qualità, riesce anche a vincere qualche partita, anche se trepidando fino a dopo il novantesimo. Da marzo prossimo si passa alle qualificazioni europee. Proseguire nella crescita e tenere lontano le brutte sorprese è quello che tutti si aspettano. Non il minimo, ma il giusto.

@gia_pad

IL TABELLINO

Italia-Stati Uniti 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 45+4′ st, Politano (I)

Italia (4-3-3): Sirigu 6.5; De Sciglio 6, Bonucci 6.5, Acerbi 6, Emerson Palmieri 6.5; Verratti 6.5, Barella 6 (31′ st, Gagliardini ng), Sensi 7; Berardi 6 (17′ st, Kean 6.5), Lasagna 5 (42′ st, Politano 6.5), Chiesa 6.5 (1′ st, Grifo 6.5). Ct: Mancini

Usa (3-5-2): Horvath 7.5; Carter-Vickers 6.5, Zimmerman 6, Long 5, Cannon  5.5 (31′ st, Villafana ng), Delgado 5.5 (17′ st, Trapp 6), Adams 5, Acosta 5.5 (37′ st, Gall 6), Moore 5.5; Pulisic 6 (37′ st, Lletget 5.5), Sargent 5.5 (17′ st, Wood 6). Ct: Sarachan

Arbitro: Cuneyt Cakir

Ammonizioni: De Sciglio (I), Moore (U), Cannon (U), Acosta (U), Sensi (I).