Una telefonata durata venti minuti: "Pronto, Conte? Sono Tavecchio...", mentre la barca dell'ex allenatore della Juve faceva rotta in Croazia. E allora, Conte sarà il Ct? La frase chiave è stata questa: "Presidente, nel caso, vorrei lavorare da allenatore e non da selezionatore". 

Per questo, Antonio Conte ha posto tre condizioni per dire sì, imprescindibili ed inderogabili. La prima: avere a disposizione nel corso dell'anno almeno due o tre stage, oltre ai normali ritiri, quelli che Prandelli ha sempre sognato ma che sempre gli sono stati negati. 

La seconda: rapporti molto stretti con i club e i loro allenatori, libertà più completa di andare ai campi di allenamento delle squadre di serie A e poter scambiare informazioni sui giocatori con i loro allenatori. Quindi, collaborazione totale, senza se e senza ma. Lavorando tutti i giorni come ama fare, e non una volta ogni tanto. 

La terza: un compenso adeguato, più alto del milione e mezzo che la Federcalcio ha scelto come base di partenza. Ma qui, interverrebbero anche degli sponsor per coprire le richieste. 

Tavecchio e Conte si sono parlati con franchezza, nell'offerta c'è anche il ruolo di coordinatore di tutte le Nazionali, dall’Under 21 in giù. Più di così, a parole, non si potrebbe fare per costruire il progetto Conte azzurro. Adesso, però, servono i fatti per passare dalle belle idee alle firme. E non basterà un'altra telefonata. 

Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)
 

COMMENTA L'ALERT E FAI UNA DOMANDA! GIANLUCA DI MARZIO RISPONDERA' ALLE PIU' INTERESSANTI! #DIMARZIOALERT

Domanda da michaeljuve89: "Gianluca, ma su che basi temporali si sta lavorando? 2 anni in prospettiva europeo, o un quadriennale in prospettiva mondiale?".

Gianluca Di Marzio risponde: "Ne parleranno presto. Credo 4 anni".