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È il Cuadrado day. Il giorno del confronto tra giocatore e proprietà. Un faccia a faccia indispensabile tra il colombiano e Andrea Della Valle, presenti anche Lucci (l'agente del colombiano) e la dirigenza viola. Il momento della verità. La Fiorentina va rispettata: ha fatto uno sforzo importante per riscattarlo, 15 milioni sull'unghia per avere tutto il cartellino di uno degli esterni più forti al mondo. E poi? E poi, nessuno si è presentato ancora concretamente con un'offerta adeguata. Il Barcellona parla con Lucci da tempo, Luis Enrique lo vuole, ma l'accordo sull'ingaggio non c'è ancora e la proposta non sarebbe all'altezza dei 40 richiesti dai viola. Lo United valuta, sonda, parla, ma non è sceso in campo per giocarsela come si deve. Magari potrebbe farlo da un momento all'altro. Certo, se nessuno di questi club dovesse bussare alla porta della Fiorentina, lo stesso Cuadrado capirebbe gli sforzi fatti dalla proprietà e si metterebbe tranquillamente a disposizione di Montella. Magari con un altro aumento di salario. Nessuna rottura, nessun braccio di ferro. Cuadrado non ha intenzione di ribellarsi come sostengono in Spagna o di forzare la proprietà per una sua cessione. Affatto. Vuole ragionare e capire. Da professionalità esemplare. Sapendo che questa potrebbe l'occasione più grande della sua vita (anche economicamente). Ma anche la Fiorentina più forte della storia recente. La decisione verrà presa comunque insieme, rispettando parametri societari e volontà reciproche. È il Cuadrado day, buona visione.


Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)

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