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Ho apprezzato molto il lavoro di Piero Ausilio, lo ritengo uno dei più preparati ds della nuova generazione, l'ho detto più volte. E soprattutto in questo mercato, dove ha agito da solo, si sono viste le capacità di chi ha dovuto operare con un budget ridotto, cogliendo opportunità e lavorando di idee e persuasioni. Molti acquisti dell'Inter hanno infatti accettato riducendosi l'ingaggio, altri hanno forzato con i rispettivi club per andarsene, strategie vincenti di chi deve operare senza poter sperperare, anzi.

È mancato forse l'ultimo guizzo: riuscire a cedere Guarin per prendere un altro tassello utile a Mazzarri, ma non c'erano le condizioni di tempo e convenienza. Regalare Guarin (il Valencia aveva proposto il prestito gratuito l'ultimo giorno e il Real oneroso ma senza riscatto) sarebbe stato controproducente, in più non c'erano i presupposti per arrivare a Lavezzi o Borini. L'unico raggiungibile era Bonaventura, mentre il sogno si chiamava in realtà Thauvin.

Retroscena: già alla cessione di Alvarez, Ausilio si era messo in moto contattando intermediari ed entourage legati al talento francese del Marsiglia. Lo stesso che Garcia avrebbe preso l'anno scorso a Roma, se non fosse arrivato Ljajic. 21 anni, tecnica e velocità, Thauvin è un pallino del ds dell'Inter che lo segue da tempo, ma la risposta degli interlocutori è stata glaciale: costa 25 milioni, questa la richiesta dell'Olympique. Così, nessuna trattativa è stata impostata, ma il sondaggio registrato. E magari rinviato alla prossima occasione giusta. Quando magari si potrà anche spendere e non solo vivere di occasioni.

Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)
 

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