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    Diritto in gol: Alves e le misure contro il razzismo

    Diritto in gol: Alves e le misure contro il razzismo

    Il caso del centrocampista del Barcellona Dani Alves che raccoglie, sbuccia e mangia la banana lanciatagli dai "tifosi" del Villarreal sta facendo il giro del mondo. La piaga dei comportamenti razzistici nel calcio sembra impossibile da debellare, nonostante la FIFA, la UEFA e le singole Federazioni nazionali prevedano sanzioni più o meno severe contro i responsabili dei suddetti comportamenti discriminatori.

    Calciomercato.com ha posto all'Avv. Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, titolare della Cataliotti Football Workshop (www.footballworkshop.it), alcune domande sull'apparato sanzionatorio previsto dalla nostra Federazione Giuoco Calcio.

    Cataliotti come si manifesta un comportamento discriminatorio. Con il lancio di una banana?
    "E' chiaro che il lancio della banana nei confronti di un calciatore di colore ha tutti i connotati di un comportamento discriminatorio. E' tale, infatti, per l'art. 11 del Codice di Giustizia Sportiva, ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine territoriale o etnica, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori". 

    Per il gesto offensivo di un tifoso, possono essere punite anche le società di calcio?
    "La risposta affermativa. Sempre ai sensi del richiamato art. 11 del CdS, le società sono responsabili per l’introduzione o l’esibizione negli impianti sportivi da parte dei propri sostenitori di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni di discriminazione. Esse sono altresì responsabili per cori, grida e ogni altra manifestazione che siano, per dimensione e percezione reale del fenomeno, espressione di discriminazione, tanto che prima dell'inizio della gara, le società sono tenute ad avvertire il pubblico delle sanzioni previste a carico della società in conseguenza del compimento da parte dei sostenitori di comportamenti discriminatori". 

    Che cosa rischiano le società di calcio?
    "Nei casi di particolare gravità e di pluralità di violazioni, nella medesima gara, possono essere inflitte, oltre alle sanzioni di tipo economico, anche la sanzione della perdita della gara e le seguenti ulteriori sanzioni: la squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni, la penalizzazione di uno o più punti in classifica, la penalizzazione sul punteggio, l'esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria e, infine, la non ammissione o l'esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni".

    Ma anziché sanzionare, non sarebbe meglio prevenire?
    "Sì, è proprio quello che è stato affermato in un recente Congresso Uefa. In occasione del XXXWIII Congresso ordinario ad Astana, il Presidente Platini ha sottolineato quanto segue: "...eliminare le piaghe come il razzismo, le discriminazioni di ogni tipo, le combine, le frodi sportive, ecc. non è facile...un'educazione, una prevenzione e sanzioni migliori sono gli strumenti principali per combattere questi pericoli, contro i quali la famiglia del calcio europeo deve rimanere unita".

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