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La Lazio avrebbe un solo risultato nella tana del Borussia Dortmund: dovrebbe vincere e in mano si ritroverebbe il biglietto d'oro per la Fabbrica di cioccolato, per gli ottavi di finale di Champions League, alla sua prima partecipazione dopo 13 anni. Un occhio in Belgio, alla partita tra Brugge e Zenit, ma il bersaglio grosso al pronti-ciak-via è il Borussia, pur di evitare il match ad alta tensione all'ultima giornata. Avrebbe solo un risultato, ma anche l'occasione di tirare fuori un'opera monumentale, un'ode al calcio italiano. E lo fa, perché domina in Germania, in casa del Borussia Dortmund: chi poteva anche solo prevederlo?

IL GRANDE ASSENTE - Salta la sfida dei bomber, Immobile c'è, eccome se c'è, ma é Haaland a subire un problema in allenamento e rimarrà out fino a gennaio. E il Borussia stavolta non parte da +1, come succede in ogni partita da quando il norvegese ha fatto la sua parusia in Bundesliga, diventando una specie di icona videoludica in carne ed ossa.

REMAKE DELL'ANDATA CON SORPRESA -  La prima mezz'ora consegna alla storia di Borussia-Lazio un remake della gara dell'andata, senza Haaland. La Lazio aspetta, conosce l'avversario: non ha fretta, sembra in grado di neutralizzare il possesso palla dei tedeschi e dei bimbi terribili di Favre. Inzaghi l'ha preparata benissimo: da lontano il Borussia non fa paura. Anzi, è la Lazio a far tremare il Signal Iduna Park vuoto e gli 80mila seggiolini vuoti. Al 20' scambi ad inquadratura stretta raffinati che partono da Luis Alberto, arrivano ad Immobile che serve in un fazzoletto Correa. Burki chiude, ma è una specie di segnale del via. Quando la Lazio attacca a velocità x2 é una marea, il Muro giallo é scavalcato senza difficoltà, una serie di tocchi velocissimi e dopo altri 10 minuti Acerbi a porta vuota sbaglia un facile tap-in. Benissimo Luis Alberto, meno preciso Milinkovic Savic, Correa é attento, maestoso palla al piede e vigile in pressing. Risponde il Borussia, con un paio di affondi seri, con Reina che un paio di brividini li sente. Nel Borussia Bellingham è ovunque, prestazione di un altro livello rispetto all'andata, in generale se la Lazio fa un ottimo replay, i padroni di casa stavolta sono in partita. Ironia di un fato beffardo, la Lazio sbaglia la cosa che ha fatto meglio per 45',  l'uscita con la palla al piede: su un rinvio di Reina la Lazio si fa freddare proprio sul finale di tempo, come già successo contro l'Udinese: segna il più pericoloso, Guerreiro, che riceve una facile imbucata. Lazio sotto di un gol, quando poteva essere in vantaggio di due.

IMMOBILE SI PRENDE LA SCENA - Remake dell'andata, ma sorpresaccia amara. La Lazio torna in campo incattivita, seria, vogliosa, un solo affondo Borussia con Reina che deve deviare un tiro velenoso del quasi omonimo Reyna, su erroraccio di Milinkovic. Nella ripresa giganteggia Immobile, diventa attore protagonista: entra più in partita, va al tiro di prima intenzione dopo una bella azione veloce ma Burki dice ancora di no. Poi Lahoz, il regista ombra di questa partita, l'arbitro meno presente della storia, che praticamente non fischia mai, concede rigore su Milinkovic, nel momento migliore della Lazio. "Penalty", urla l'arbitro sul fallo di Schulz. Scena madre, dal dischetto va Immobile: c'è tutta la sua storia, il suo anno in Germania storto su quel pallone. Ma no, non sbaglia nemmeno stavolta, la Lazio si prende il meritatissimo pareggio. Il suo centravanti tanto bistrattato in Germania si carica sulle spalle un rigore pesantissimo: segna il più decisivo, sempre. Male di nuovo Reus, cresce Milinkovic, cala Bellingham, e la Lazio ci crede forte. Delaney regala un altro brivido,  dopo una punizione, Inzaghi si gioca il doppio cambio e la carta Caicedo. La Lazio è grandiosa dal 60' in poi, domina in casa del Borussia: Immobile si esalta, serve in maniera magistrale Lazzari che va al cross, il pallone ritorna proprio dal grande ex che quasi trafigge Burki, si salva fuori. Se il migliore in campo dei padroni di casa alla fine è il portiere si rende manifesta la grandezza della prova dei ragazzi di inzaghi. Finale convulso di pieno dominio Lazio: prima miracoloso intervento di Witsel, poi Pereira su punizione esalta ancora Burki. Finisce sul pareggio, con la Lazio schiumante, all'assalto, superba. Uno spot per il calcio italiano: Immobile e i suoi dominano a casa dei ragazzi prodigio del Borussia. Con un pareggio contro il Bruges Inzaghi è agli ottavi, in un girone che ha praticamente dominato, nonostante tutto. Dopo 13 anni, una Champions da Oscar, contro ogni previsione.

IL TABELLINO
Borussia Dortmund-Lazio 1-1 (1-0 primo tempo)

Marcatori: 44' Guerreiro (B), 67' rig. Immobile (L)
Assist: 44’ Hazard (B)

Borussia Dortmund (3-4-3): Burki; Piszcek, Akanji, Hummels; Morey, Bellingham, Delaney, Guerreiro (62' Schulz); Reyna, Reus (76' Sancho), T. Hazard (76' Brandt). All.: Favre.

Lazio (3-5-2): Reina; Patric, Hoedt, Acerbi; Marusic, Milinkovic (79' Caicedo), Leiva (69' Akpa Akpro), Luis Alberto (79' Escalante) , Fares (69' Lazzari); Correa (69' Pereira), Immobile. All.: Inzaghi.

Arbitro: Antonio Mateu Lahoz (SPA)

Ammoniti: -