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Un gol per tempo, tante occasioni sprecate e 90 minuti comunque importanti ma non brillanti come contro Shakhtar e Napoli. L'Inter è uscita con una vittoria netta per 2-0 dal Penzo contro il Venezia, ma il mini-turnover messo in atto da Simone Inzaghi ha riportato a galla una vecchia difficoltà, o meglio una caratteristica endemica di Joaquin Correa, ieri schierato dal 1', ma mai realmente importante nei suoi 57 minuti.

TROPPI ALTI E BASSI - La punta argentina, prelevata a inizio stagione dalla Lazio in prestito con obbligo di riscatto condizionato per un totale di 31 milioni di euro (5+1+25 milioni), continua a vivere di alti e bassi alternando picchi clamorosi come le doppiette segnate al Verona o all'Udinese (entrambe decisive) o come l'assist per Lautaro contro il Napoli, ad altre gare in cui il suo rendimento crolla o non decolla come ieri sera a Venezia. Solo 24 palloni toccati, 0 contrasti vinti, 0 tiri in porta (e l'Inter ne ha completati 27), solo il 75% di passaggi riusciti, 0 falli fatti e solo 1 subito. Troppo poco. 

PIU' CONCRETO -
Due picchi e qualche delusione come spesso è accaduto nel corso della sua carriera. Forse condizionato da una soglia del dolore che lo costringe spesso ad abbassare il suo rendimento, Correa non è mai riuscito ad essere costante e 'cattivo' nel suo rendimento in campo che, come visto, può essere da vero top player, da giocatore che sarà pagato 31 milioni di euro e su cui l'Inter e Simone Inzaghi hanno investito parecchio.