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L’inserimento di Denzel Dumfries in nerazzurro procede a fuoco lento, anzi, lentissimo. Quasi spento. L’esterno olandese chiamato a sostituire quello che oggi è probabilmente il migliore terzino destro al mondo (quell’Achraf Hakimi volato alla corte del Psg dopo una sola stagione trascorsa ad Appiano, ma che ha lasciato solchi, sulla fascia e nella testa dei tifosi), non riesce neanche ad attestarsi con continuità sulle soglie della sufficienza. Una sola prestazione pienamente convincente, quella contro il Bologna, in mezzo a tante incertezze e qualche blackout, come quello visto in Inter-Juventus. Un intervento tanto inutile quanto goffo, che nega all’Inter una meritata vittoria al minuto 88’. Una beffa impacchettata col fiocco proprio da Dumfries, che da qualche settimana si sta concentrando sulle proprie lacune.

LAVORO PERSONALIZZATO - L’esterno olandese, infatti, si sta allenando con sedute personalizzate atte a migliorare alcuni suoi limiti tecnici. Un lavoro iniziato da una decina di giorni, che dovrà portare l’ex Psv a compimento di un percorso specifico. Perché all’Inter sono sicuri delle sue potenzialità, nonostante il poco promettente avvio. L’esterno olandese non attraversa un buon momento, anzi, da qualche settimana sembra aver perso anche un po’ di sicurezza nei propri mezzi, forse a causa di qualche errore di troppo e di qualche fischio che inizia a sentirsi dalle tribune in cui siedono i suoi stessi tifosi. Una mancanza di stima che può far tremare le gambe a tutti e che probabilmente rischia di incidere anche sul rendimento dello stesso Dumfries.
LA GESTIONE - Forse, visto il particolare momento che il calciatore attraversa, Inzaghi avrebbe potuto evitare di coinvolgerlo nei minuti finali di una sfida che da sempre rappresenta il massimo della tensione in Serie A, quella tra Inter e Juventus. Ma il tecnico nerazzurro è forse poco empatico di fronte a certe tematiche e insiste anche laddove c’è una vistosa esigenza di tempo. Dumfries ha bisogno di tempo, il problema è che forse Inzaghi e l'Inter non ne hanno a sufficienza e allora il tecnico nerazzurro corre il rischio di affidare al calciatore responsabilità troppo grandi per il preciso momento storico. Magari questa scelta pagherà alla lunga, ma per adesso si sta rivelando dannosa. Oggi il titolare sulla destra è Darmian, Dumfries forse sarà il futuro.