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Tre mesi per riprendersi la Juve. O per salutarla. Paulo Dybala è al bivio, della stagione e forse della carriera. Rientrato fra i convocati in occasione della trasferta di Oporto, l'argentino lunedì sera contro il Crotone potrebbe rimettere piede in campo in un match ufficiale, un mese e dodici giorni dopo l'ultima presenza, quella del 10 gennaio contro il Sassuolo. La Joya ha iniziato male un anno che aveva fatto seguito a un 2020 vissuto fra alti e bassi: il Covid, la panchina e i problemi per il rinnovo del contratto da una parte, lo scudetto e il premio di miglior giocatore della Serie 2019-20 dall'altra. 

FRA CAMPO E RINNOVO - In questa stagione il numero 10 ha collezionato 16 presenze e 3 gol, rimanendo in campo per 90' solo in cinque occasioni. Al netto dei problemi fisici, è un po' poco per un giocatore che guadagna 7,3 milioni a stagione. A fare da complicato corollario alla situazione tecnica, c'è quella legata al rinnovo del contratto in scadenza nel giugno del 2022. Qui la situazione è in stallo. Offerta di rinnovo della Juve a 10 milioni a stagione più bonus, richiesta del numero 10: più o meno 15 milioni. Sulla vicenda, regna il silenzio che ha fatto seguito alla frase pronunciata da Agnelli a metà dicembre: "So che lui ha già un'offerta che lo pone tra i 20 calciatori top in Europa". Dal quel momento le parti non si sono più aggiornate, e per la Juve ogni giorno che passa aumenta il rischio di dover svendere il giocatore nell'estate del 2021, per non perderlo a zero nel 2022.
TRE MESI DI FUOCO: O DENTRO O FUORI - Fra campo e rinnovo, fra la necessità di dare al più presto un aiuto indispensabile a un attacco nel quale, quando non segna Ronaldo, non segna nessun altro, e l'urgenza altrettanto improrogabile di definire la situazione contrattuale. In un senso o in un altro. Per Dybala iniziano davvero tre mesi fra i più importanti di tutta la carriera. 

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