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Nessuno può realisticamente prevedere il giudizio sul mercato attuale della Juve. Se ha comprato (e comprerà) bene, se ha realizzato le plusvalenze che si prefiggeva, a quanti milioni di utile arriverà cedendo alcuni suoi giocatori, come verrà migliorato un bilancio significativamente in rosso. Sarà il campo, poi, a dare il verdetto definitivo sull'attendibilità tecnica delle operazioni.

Una cosa, però, si può dire con certezza: i dirigenti bianconeri sanno correggere, anche all'ultimo secondo, i loro errori, liberandosi di calciatori sui quali sia spuntato il sospetto della scarsa affidabilità, sia essa fisica, tecnica o di entrambe. E' accaduto due anni fa con Patrik Schick che ufficialmente non superò le visite mediche. Si è ripetuto, l'anno scorso, con l'atalantino Mattia Caldara, rivenduto al Milan dopo una poco convincente tournée americana, per fare spazio a Bonucci.

Due scelte clamorose, ma che si sono rivelate vantaggiose. Schick, acquistato dalla Roma per la cifra record di 42 milioni (il giocatore più caro nella storia della società) ha deluso a tal punto da essere già adesso sul mercato (e pochissimi sono interessati). Caldara, invece, è stato bersagliato da due infortuni gravi che ne hanno compromesso la stagione in toto. I pochi spazi rimasti gli sono stati preclusi dall'allenatore Gattuso che non deve essere stato particolarmente colpito dalle sue qualità.

Nel mercato, dunque, la Juve sbaglia meno degli altri e anche questo è un sintomo della sua forza. In questa sessione estiva non ci saranno casi simili a quelli di Schick o di Caldara. Cionondimeno Fabio Paratici sta lavorando su alcune partenze che i tifosi giudicano dolorose o ingiustificate. Una su tutte: quella di Paulo Dybala che resta sospeso tra il Manchester United (sempre meno probabile), il Psg (difficile) e l'Inter (possibile). In due casi su tre, Dybala dovrebbe fungere da pedina di scambio (per Lukaku allo United e per Icardi all'Inter) e tanto è bastato per scatenare una sollevazione di piazza, quasi del tutto anomala in casa bianconera. 

Tuttavia la società non si lascerà condizionare e, alla fine, penso che Dybala cambierà maglia. E come a lui toccherà a Mandzukic, Matuidi, Khedira e forse a qualche altro. Qualche protesta, almeno sul web, si è registrata anche per la partenza di Cancelo al Manchester City per il quale la Juve ha ricavato 30 milioni più Danilo, destinato a riformare la coppia di terzini del Porto di qualche anno fa: Danilo a destra, Alex Sandro a sinistra. 

Non è sbagliato sostenere, come fa qualcuno, che Danilo viene da stagioni deludenti e, soprattutto, di scarso impiego. Però è altrettanto credibile chi sostiene che Cancelo è inadatto alla fase difensiva e che la sua bocciatura non viene solo dai dirigenti, ma anche da Maurizio Sarri. La mia opinione è che Danilo serva alla Juve più di Cancelo e, come sostenuto in testa a questo pezzo, reputo il quoziente di errore della dirigenza juventina più ridotto che in altri club.

Senza contare che, in termini di scelte, soprattutto offensive, viene interpellato, e sempre più spesso  ascoltato, anche Ronaldo. Ora il fatto che, come ha scritto la Gazzetta dello Sport, lui preferisca Icardi a qualsiasi altro partner offensivo non è per nulla accessorio. Ragione per cui Dybala, per me, andrà all'Inter, provocando una serie di dolenti rimostranze e premeditati rimpianti.