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    Dybala, la 'clausola morte' e la richiesta di 54 milioni alla Juve

    Dybala, la 'clausola morte' e la richiesta di 54 milioni alla Juve

    • Redazione CM
    Richiesta record. Quello di Paulo Dybala alla Juve, avanzata dall'avvocato della Joya, Luca Ferrari. Secondo le dichiarazioni rese ai pm, il 28 febbraio, l'argentino vuole 54 milioni di euro e se entro aprile il club bianconero non pagherà gli stipendi arretrati la causa sarà "uno scenario non remoto". A scriverlo oggi Repubblica, secondo la quale Ferrari ha spiegato che "l’ultima cosa che vorrebbe fare Paulo è far causa alla Juventus perché lo metterebbe in mezzo a una tempesta mediatica" ma "non è disposto a rinunciare ai  3,8 milioni della seconda manovra stipendi".

    NIENTE RINNOVO - C'è poi il discorso rinnovo, promesso e mai arrivato. La Juve scelse di puntare su Vlahovic, sebbene per il prolungamento di Dybala mancava solo la firma. Da qui la richiesta di indennizzo e l’ultimatum di aprile. "Altrimenti Paulo avrà poche alternative rispetto a iniziare una causa che sarà duplice: intanto il risarcimento del danno per il rifiuto di formalizzare il rinnovo del contratto, poi il risarcimento per la mancata integrazione del contratto secondo quanto previsto dalle scritture firmate tra il club e il giocatore il 28 aprile 2021". La cifra di 54 milioni era già stata annunciata alla Juve il 28 aprile 2022, via mail. Ferrari spiegava al club che «la responsabilità è a tutti gli effetti contrattuale", chiedendo "la differenza in 5 anni tra il contratto con la Roma e il contratto non concluso con Juventus".

    CLAUSOLA MORTE - Fin da subito Dybala non era d'accordo con la manovra stipendi e non era disponibile "a rinunciare tout court a 4 mensilità": "Mi ha detto “tuteliamoci”". E così - scrive Repubblica -  ha fatto il professionista, arrivando persino a inserire una clausola che "se fosse morto, l’integrazione sarebbe andata agli eredi". Il calciatore era "arrivato alla penultima stagione, ci sarebbe stato il rinnovo": un passaggio "cruciale" per la carriera, "evitare la tensione" con la Juventus era "importante". Ma così poi, non è andata. Ferrari racconta infatti la clamorosa rottura delle trattative. "Per la mia esperienza professionale avevo ed ho rispetto per la Juventus. Mi sarei tutelato e preoccupato in maniera diversa se fosse stato un altro club". La trattativa per il rinnovo era iniziata "nell’estate 2021", a ottobre "integro con la previsione di un premio ulteriore in due stagioni 22/23, 23/24 per il recupero della manovra stipendi a condizione che Dybala fosse un tesserato Juventus". Ma si apre "un problema di commissioni con l’agente" e "si perdono mesi". A gennaio "il cambio di rotta". A marzo una riunione tra la Juventus e rappresentanti del calciatore "ha esito disastroso": viene fatta una "proposta molto inferiore e si rompe il rapporto". A maggio il calciatore "non ha ancora concluso con un altro club", il suo entourage "è furente con la Juventus, credono di essere stati presi in giro. E Dybala non ha nemmeno ricevuto i 3,8 della seconda manovra». L’avvocato punta a 5 milioni per "pacificare il risentimento che la famiglia aveva con la società". Ma la risposta "è negativa". Il 28 luglio 2022 arriva "la proposta per noi inaccettabile: 3 milioni subito o circa 4 entro aprile 2023. Ma senza alcun impegno scritto. Una promessa non formalizzata". 

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