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Da quando Paulo Dybala si è fermato per infortunio, la Juve ha sempre vinto. Ma ha sempre vinto 1-0. Ogni vittoria vale sempre 3 punti, ma è innegabile che per una solidità difensiva ritrovata c'è stato come contraltare un attacco essenziale o magari sterile: ha di fatto sempre ottenuto il massimo con il minimo di recente, certo senza Dybala e pure senza Alvaro Morata non sarebbe stato semplice per nessuno. Ma che la Juve potesse fare a meno della Joya, almeno che questa Juve potesse farcela, proprio non c'è mai stata l'impressione. E infatti è servito il suo ingresso per cambiare volto alla formazione di Max Allegri, per dare un po' di coraggio a tutta la squadra e di imprevedibilità a una manovra che non riusciva a proporre nulla di buono. Il rigore è un rigore, trasformato con personalità, in un momento della partita che rende il pallone pesante come un macigno, davanti a uno specialista come Samir Handanovic. Lo spezzone è da giocatore e leader vero, proprio quello che deve essere con continuità d'ora in poi, dove per “in poi” si intende anche per le prossime stagioni.
COME PLATINI – Nella storia della Juve c'è già, forse più di quanto non ci si renda conto. Ha vinto cinque scudetti e tre Coppe Italia, ha disputato una finale di Champions, ha segnato 104 come Michel Platini e il suo personalissimo contatore dovrà continuare a girare ancora a lungo. Le parole spese anche subito dopo il pareggio con l'Inter sono da leader, i fatti necessitano ancora di continuità, la credibilità intanto se l'è guadagnata internamente: pure Giorgio Chiellini nelle scorse settimane sottolineava come tutti sappiano che questa sarà la Juve di Dybala, il rinnovo di contratto ormai è pronto e necessita solo di firma e annuncio. Dopo due anni in cui è successo di tutto, dopo un paio di infortuni che hanno condizionato anche questo inizio di stagione, le condizioni affinché Dybala possa davvero prendersi sulle spalle la Juve, ci sono tutte. Intanto è tornato, la differenza rispetto a quando non c'era si è vista anche in una manciata di minuti. Pure se senza di lui, alla fine, la Juve aveva sempre vinto. Ma sempre per 1-0.