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Giù la maschera. Nel 2019 ricorre l'ottantesimo compleanno del cavaliere oscuro Batman e ora è il momento degli eroi senza volto. Nel calcio Sergej Milinkovic-Savic e la Lazio hanno ricevuto un messaggio (tramite Instagram Story) da parte del wrestler mascherato Rey Mysterio, che si congratula per il gioco espresso dal centrocampista serbo e dai biancocelesti in questa prima parte di stagione. 

Dybala sta vivendo un periodo d'oro e, tra campionato e Champions, mostra a ripetizione la sua "Mask". Eccezion fatta per l’esultanza dopo l'ultimo gol segnato all'Atletico Madrid, celebrato col saluto militare (che ha scatenato polemiche) per il compagno di squadra Demiral e una dedica alla sua fidanzata Oriana Sabatini. Nipote dell'ex tennista Gabriela, ha conosciuto Paulo due anni fa a un concerto di Ariana Grande a Buenos Aires, dove lei cantava. A 23 anni è un'artista affermata, attrice in tv e cantante. A Torino ha scritto il suo ultimo singolo, "El ultimo tango", uscito a ottobre e subito in cima alle classifiche argentine. In patria sono stati ribattezzati "Dybatini", i Ferragnez dell'America Latina. 

Nella musica italiana sono esplosi i fenomeni Myss Keta e Tha Supreme. Quest'ultimo, all'anagrafe Davide Mattei, è un giovanissimo (classe 2001) rapper e produttore che si nasconde dietro la maschera di un avatar animato in stile Rick and Morty, in meno di due settimane ha raggiunto la vetta delle classifiche con il suo album 23 6451, spodestando addirittura un mostro sacro della vecchia scuola come Marracash. Tha Supreme e Dybala usano la maschera per dare un segnale preciso, di pirandelliana memoria. La indossano per mostrare al mondo con più forza la propria unicità senza sgretolare, quando sono sotto i riflettori, il proprio "nessuno" davanti ai centomila derivanti da chi li osserva.

"Quando lottiamo - ha dichiarato Dybala in relazione alla sua Mask ispirata al film Il Gladiatore - indossiamo una maschera da guerrieri per essere più forti, senza perdere il nostro sorriso e gentilezza". Tha Supreme, alla maschera dell'avatar unisce quella di testi criptici e titoli enigmatici fatti di numeri e lettere. Il suo esordio ha letteralmente spaccato in due la scena musicale italiana, divisa tra chi lo considera un genio visionario e chi un fenomeno destinato a passare in fretta. Quel che è certo è che 23 6451 il segno lo lascia eccome, e che un esordio così carico di spunti oltre che di hype, a quest'età, non si vedeva da tempo.

Le 20 tracce dell'album colpiscono l'ascoltatore con sonorità avvolgenti, beat esplosivi e basi che si amalgamano perfettamente alla lirica vocale, creando un flow a volte volutamente incomprensibile. Il suono di 23 6451 è la vera maschera del disco, perché riesce a nascondere sapientemente testi calati nel vissuto adolescenziale dell'artista, che risaltano solo quando a fare le rime sono i vari Salmo, Fabri Fibra, Marracash, Nitro, Gemitaiz (presente con Mahmood, Elodie e Il Pagante al concerto di Myss Keta soldout ieri sera all'Alcatraz di Milano) e gli altri featuring di spessore presenti nel disco. Viene da chiedersi cosa potrà accadere in futuro, quando la maturità di Tha Supreme inizierà ad accompagnare la sua fresca brillantezza musicale. Ci si può aspettare un album in linea con la stagione di Dybala fino a questo momento: divertente ed efficace, con o senza maschera