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    E' mancato un nervoso Vlahovic, ma la Juve ora sa vincere anche senza di lui. Allegri sorride verso Lisbona

    E' mancato un nervoso Vlahovic, ma la Juve ora sa vincere anche senza di lui. Allegri sorride verso Lisbona

    • Alberto Polverosi
      Alberto Polverosi
    Per la prima volta in questa stagione la Juventus ha vinto due partite di seguito. Dopo il derby, quattro gol all’Empoli, con lo scatenato Kean, con McKennie e Rabiot due volte. Se è definitivamente fuori dai guai è presto per dirlo, intanto ha sorpassato l’Inter in classifica, ha segnato quanto non era mai riuscita a segnare (e, notizia delle notizie, senza bisogno del contributo di Vlahovic) e ora si sente meglio, è più squadra, concreta, compatta e anche astuta sulle palle inattive: le reti del texano e la prima del francese sono arrivate da angoli battuti al bacio da Cuadrado. L’Empoli ha fatto la partita che era nelle sue possibilità. Ha giocato un’ora con personalità fin quando il risultato gliel’ha permesso, ma anche senza Pogba, Bremer, Di Maria e Chiesa la Juve non è alla sua portata, e alla fine ha miseramente mollato prendendo gli ultimi due gol nel finale.

    UMILTA’ E ORGOGLIO - La squadra di Allegri ha capito come doveva, anzi, come poteva, giocare contro l’Empoli: come se fosse l’Empoli. Con lo stesso spirito, lo stesso orgoglio e lo stesso temperamento per poi sfruttare quella dose di qualità in più nonostante le numerose e illustri assenze. La squadra di Allegri è partita con rabbia e irruenza, ripetendo alcune fasi del derby appena vinto. Ha segnato dopo 8' e dopo che lo stesso marcatore, Moise Kean, aveva già fatto paura a Vicario. Sulla prima rete della Juve pesava in senso negativo l’inesperienza di un giovane juventino, De Winter, in prestito ai toscani: sul solito cross-assist di Kostic (non bene neppure Stojanovic che lo ha marcato con morbidezza), De Winter si è fatto trovare sulla linea sbagliata, quella della non chiusura, sulla linea giusta c’era Kean che ha messo dentro con una zampata. La scelta di Max era stata giusta: Moise (primo gol in questo campionato) sembrava davvero ispirato, tant’è vero che al 45' aveva concluso 4 volte in modo pericoloso, contro lo 0 del capocannoniere Vlahovic, controllato con notevole efficacia da Luperto. E senza mai tirare in porta Dusan concluderà la sua partita a metà ripresa.

    LE OCCASIONI - Nel primo tempo la Juve aveva deciso di lasciare la palla all’Empoli (65 per cento di possesso palla per la squadra di Zanetti prima dell’intervallo) e attaccarlo negli spazi. Andava però avanti a ondate, un momento buono, l’altro sofferente. I bianconeri hanno avuto un paio di occasioni per raddoppiare in quei 45', un colpo di testa di Kean su cross di McKennie (fuori di poco) e una conclusione dello stesso McKennie che ha centrato in pieno petto Vicario su tocco di Cuadrado. Ma anche l’Empoli ha costruito le sue occasioni, la più pericolosa con Destro dopo che Bandinelli aveva rubato palla a Cuadrado.

    COSA MANCAVA - La Juve non è riuscita nel primo tempo a mettere fuori partita l’Empoli, che giocava con coraggio e personalità sfruttando la sua fascia forte, quella di sinistra, dove il movimento sincronizzato di Bandinelli e Parisi creava disagio a Cuadrado e McKennie: alla fine uno dei due azzurri si liberava quasi sempre per il cross. In quel primo tempo alla Juventus è mancata la potenza di Vlahovic, all’Empoli la qualità di Pjaca.

    LA TESTATA DI MCKENNIE - L’Empoli ha iniziato la ripresa attaccando, ma alla prima conclusione la Juventus ha segnato ancora e da lì ha cominciato a volare. Angolo di Cuadrado, stacco e frustata di testa di McKennie (Stojanovic in marcatura non si è alzato di un centimetro), palla sotto la traversa e partita risolta. L’Empoli non ha più reagito, Zanetti ha cercato di spostare la partita sulla qualità togliendo lo spento Pjaca e lo spuntato Satriano per far entrare due trequartisti come Bajrami e il giovane Baldanzi, ma il risultato è stato pari a zero. Immediata la risposta di Allegri con Paredes per McKennie (Locatelli, che aveva fatto bene da regista, è diventato interno di centrodestra, mentre il ruolo di play è andato all’ex parigino) e Milik per il nervoso Vlahovic.

    LA JUVE HA SFONDATO - L’Empoli si è fermato prima di franare, la Juve non ha fatto come al solito, non si è messa a gestire, ma sentendosi libera e sciolta era fortemente attratta dalla porta di Vicario. Ha segnato pure il terzo gol con lo stesso schema, cross di Kostic, testa di Kean, che però era in fuorigioco di qualche centimetro. Il gol buono, il terzo, è arrivato ancora su calcio d’angolo battuto da uno specialista come Cuadrado sul secondo palo dove di testa ha colpito Rabiot (in marcatura c’era Parisi, di una quindicina di centimetri più basso del francese...). Sul 3-0 era proprio finita per l’Empoli, così Zanetti ha fatto debuttare un altro ragazzino in A, Degli Innocenti, classe 2003. Milik due volte e Miretti, appena entrato, sarebbero arrivati a quattro se non avessero incrociato Vicario e Luperto. Il 4-0 l’ha firmato di nuovo Rabiot, nei minuti di recupero: grande palla di Locatelli per Danilo, assist perfetto e conclusione del francese. Per Allegri andava bene così: in vista di Lisbona, ci voleva un po’ di entusiasmo.



    Juventus-Empoli 4-0

    Marcatori
    : pt 8' Kean; st 10' McKennie, 37' Rabiot, 49' Rabiot.
    Assist: pt 8' Kostic; st 10', 37' Cuadrado, 49' Danilo.
    Juventus (3-5-2): Szczesny; Rugani (34' st Alex Sandro), Bonucci, Danilo; Cuadrado, McKennie (20' st Paredes), Locatelli, Rabiot, Kostic (40' st Iling); Vlahovic (20' st Milik), Kean (34' st Miretti). A disp. Perin, Pinsoglio, Gatti, Fagioli, Soulé. All. Allegri.
    Empoli (4-3-1-2): Vicario; Stojanovic, De Winter, Luperto, Parisi; Haas (44' st Degli Innocenti), Marin, Bandinelli (30' st Henderson); Pjaca (17' st Bajrami); Destro (30' st Lammers), Satriano (17' st Baldanzi). A disp. Ujkani, Seghetti, Cacace, Ebuehi, Walukiewicz, Fazzini, Guarino, Ekong, Cambiaghi. All. Zanetti.
    Arbitro: Fabbri.
    Ammoniti: 36' pt Cuadrado (J); st 13' Satriano (E) e Rabiot (J), 24' Haas (E).

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