229
La controprova non ci sarà mai. E forse non sarebbe in ogni caso cambiato nulla. Ma nel registrare la positività al Covid-19 di Cristiano Ronaldo, non può non risuonare in casa Juve il pensiero riguardo al fatto che se tutto fosse andato come protocollo voleva, le possibilità del contagio di CR7 sarebbero quantomeno drasticamente ridotte. Un pensiero, nulla più. Però la cronologia dei fatti degli ultimi dieci giorni tiene aperta questa riflessione. Già, perché tecnicamente, se Ronaldo avesse rispettato i parametri imposti dalla bolla, avrebbe raggiunto il ritiro della sua Nazionale solo giovedì scorso, l'incrocio con il primo giocatore risultato positivo sarebbe quindi stato scongiurato.

L'AGENDA – Andando con ordine, mentre scoppiava la bufera attorno a Juventus-Napoli, sabato 3 ottobre la società bianconera comunicava la positività di due elementi dello staff esterno (operatori tv) ma a contatto con il gruppo squadra: immediata la predisposizione dell'ormai famosa bolla. Dove tutta la squadra sarebbe dovuta restare fino al termine di tutti i controlli necessari, terminati mercoledì sera. Solo che nella notte tra domenica e lunedì, Cristiano Ronaldo ha dato il via a una serie di fughe dal ritiro del J Hotel: il fuoriclasse portoghese è andato a casa per poi raggiungere già nella giornata di lunedì il Portogallo, a casa anche Gigi Buffon, determinati a volare verso il ritiro delle rispettive nazionali anche Merih Demiral, Paulo Dybala, Danilo, Rodrigo Bentancur e Juan Cuadrado. Ma questo è storia: la Juve segnala alla Asl i nominativi dei sette giocatori che hanno chiesto di cambiare il domicilio per l'isolamento fiduciario, la Asl li ha notiziati in Procura per i controlli del caso, seppur negativi non avrebbero potuto abbandonare l'isolamento e verranno con ogni probabilità multati. Solo che martedì dal ritiro del Portogallo arriva la notizia della positività di José Fonte: se Ronaldo fosse rimasto al J Hotel fino al termine dell'isolamento come altri suoi compagni convocati in Nazionale (Bonucci e Chiellini, Ramsey e Kulusevski, Szczesny e Rabiot), questo primo incrocio sarebbe stato evitato per esempio. Non quello con Anthony Lopes, la cui positività è notizia di venerdì.
RISCHIO EVITABILE - Fatalità certo, dell'opportunità di questa sosta per le nazionali si discute da mesi. Ma in termini di probabilità i rischi per CR7 sarebbero diminuiti esponenzialmente se solo ci fosse stata la sua volontà (così come quella degli altri compagni bianconeri che hanno seguito le sue orme) di rispettare i tempi corretti. Perché è vero quello che sosteneva Roberto Testi, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl Città di Torino («Non credo sia un problema per un calciatore professionista pagare una multa di poche centinaia di euro»), ma è altrettanto vero che il prezzo da pagare è anche più alto dei 400 o magari 1000 euro previsti dall'eventuale sanzione. Intanto salterà i match con Crotone e Dinamo Kiev sicuramente, con ogni probabilità quello con il Verona e servirà un mezzo miracolo per consentire a Ronaldo di essere presente alla supersfida con Leo Messi e il Barcellona. E poi c'è da fare i conti con i protocolli Uefa e quelli Figc, con le leggi portoghesi differenti da quelle italiane. Magari non sarebbe cambiato nulla e Ronaldo sarebbe stato contagiato lo stesso: ma se avesse rispettato tempi e protocolli, forse, tutto questo sarebbe stato evitato. Sicuramente sarebbe stato molto meno probabile.