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Dire che la squadra sia sentita appagata della vittoria sulla Fiorentina, sarebbe forse una provocazione eccessiva. Più condivisibile, piuttosto, ammettere che contro la Lazio l'Empoli non sia riuscito a dare il massimo e che si sia arreso troppo facilmente ad una meritata sconfitta.

Vuoi per un avversario comunque in palla e per nulla intento a fare regali, vuoi per la consapevolezza dei tre impegni in 8 giorni e per il desiderio, legittimo, di concentrarsi su avversari sulla carta più abbordabili (Verona prima e Carpi poi): fatto sta che del gioco, della grinta e dell'intensità solitamente messe in mostra dagli azzurri in questa stagione, all'Olimpico non ce n'è stata traccia.

Giampaolo, seppur con interpreti diversi, aveva preparato la partita proprio come contro la Fiorentina. Sapeva che la Lazio avrebbe pressato alto sin da subito per mettere in difficoltà i palleggiatori azzurri e che ripartire in contropiede sarebbe stato l'unico modo per fare male ai biancocelesti.

L'approccio alla gara però non è stato altrettanto deciso e il gol su rigore di Candreva per evidente fallo di mano di Cosic (un misto di ingenuità e sfortuna in un'azione viziata da un iniziale fuorigioco) dopo 6', ha sparigliato le carte e costretto l'Empoli a rivedere i suo i programmi. Gli azzurri si sono ritrovati costretti a fare la partita, mancando però di sostanza e idee. I tanti errori in impostazione hanno facilitato i laziali nel recupero palla e nel ribaltamento del gioco, con la conseguenza del raddoppio laziale arrivato a fine primo tempo. Nella ripresa l'Empoli non ci ha neanche provato e nel finale gli uomini di Inzaghi hanno più volte sfiorato il tris.

Una sconfitta giusta figlia di una prova collettiva ed individuale decisamente sottotono. Nonostante qualche incertezza, Cosic e Costa hanno provato a limitare i danni, ma il poco filtro fatto a centrocampo da Croce, Paredes e Buchel ha reso facile il pomeriggio dei mediani laziali. In avanti poi poco o nulla: Pucciarelli sempre troppo lontano dalla porta, Piu e il suo sostituto Mchedlidze impalpabili.

Un inciso lo merita Saponara, autore di un discreta partita in fase di interdizione ma ancora una volta poco incisivo e molto impreciso in zona gol (vedi il clamoroso errore a tu per tu con Marchetti, terzo gol fallito consecutivo): fino a qualche mese fa si parlava per lui di Nazionale e di un sicuro approdo in una big. Le ultime prove hanno però ridimensionato queste aspettative e se vorrà dimostrare a tutti che il Milan ha sbagliato a rimandarlo ad Empoli, nelle ultime 5 gare è chiamato a compiere un deciso salto di qualità di gioco e prestazioni.

Anche per l'Empoli c'è da archiviare alla svelta questa sconfitta e ripartire senza ripercussioni. Quella appena iniziata potrebbe essere una settimana decisiva, visto il doppio impegno con Verona (mercoledì, ultimo turno infrasettimanale della stagione) e Carpi (lunedì 25) in appena 7 giorni. Due buone ma non semplici occasioni per chiudere definitivamente la pratica salvezza e trascorrere in serenità la quindicina di maggio che porterà al termine del campionato.