Due anni fa di questi periodi, dopo la straordinaria stagione chiusa al decimo posto con 46 punti, l'Empoli stava ricostruendo una squadra che aveva perso tutti i suoi più grandi talenti: da Paredes a Zielinski, da Tonelli a Mario Rui, passando per mister Marco Giampaolo. Allora si veniva da due annate esaltanti (la precedente con Sarri), in cui soddisfazioni e bel gioco non erano certo mancate. Compito arduo allestire una squadra della stessa qualità con poco budget a disposizione, anche per una società come l'Empoli abituata a fare di necessità virtù. Purtroppo infatti com’è finita la stagione 2016/2017 lo sappiamo tutti e anche se quella retrocessione, per come si è materializzata, resta un mistero per molti tifosi e addetti ai lavori, parte della colpa va data senz’altro ad alcune scelte di mercato della società che si sono rivelate letteralmente fallimentari. 
 
Facile parlare con il senno di poi, ma fatta eccezione per Pasqual e la conferma di Skorupski, si decise di puntare su giocatori non pronti o non adeguati a questo palcoscenico (i vari Buchel, Tello, DimarcoBellusci, Mauri) e su una vecchia gloria come Gilardino che non aveva più la fame né le energie di lottare in ogni gara per strappare preziosi punti salvezza.
La conferma di un esausto 
Maccarone e il voler trattenere in tutti i modi Saponara (ceduto poi alla Fiorentina a gennaio) hanno contribuito alla frittata: a fine anno Empoli retrocesso con 8 vittorie e solamente 29, sottolineo 29, gol realizzati.  
 
Tutto questo preambolo per dire che il colpo La Gumina, seppur pagato a caro prezzo (il più costoso della storia azzurra) è giusto come investimento e vale come simbolo di una strategia di mercato che deve essere quanto più lontano possibile da quella messa in atto nell'estate 2016. Già la società ci aveva sorpreso nell’allestire un anno fa la squadra per la B, snaturando la propria filosofia storica: meno giovani (tra i titolati c’era solo Bennacer, Di Lorenzo e Zajc, acquistato l’anno prima) e più giocatori esperti e pronti per la categoria (Caputo, Donnarumma, Lollo, Castagnetti prima, Maietta, Gabriel, Brighi e Rodriguez poi); quest’anno è partita con il piede giusto, acquisendo sì un giovane di talento ma con alle spalle un ottimo campionato di B e soprattutto tanta voglia di affermarsi. Anche gli altri nomi che si sono fatti fino ad oggi (CapezziGersonAcquah), fanno intendere che l’Empoli ha imparato dai propri errori e vuole sostituire gli eventuali partenti con giocatori di livello che possono aumentare il livello qualitativo della squadra.